martedì 6 gennaio 2026

I PFAS, composti persistenti, interferenti endocrini, nelle acque potabili.

I PFAS, composti persistenti, interferenti endocrini, nelle acque potabili.

Da gennaio 2026, queste sostanze chimiche saranno analizzate anche nelle nostre acque potabili.

Lo aveva previsto una direttiva europea (1) applicata col nuovo decreto sulle acque potabili del 2023 (2). Dalla direttiva si legge. Entro il 12 gennaio 2024, la Commissione stabilisce linee guida tecniche sui metodi analitici per quanto riguarda il monitoraggio delle sostanze per- e polifluoro alchiliche comprese nei parametri «PFAS — totale» e «somma di PFAS», compresi i limiti di rilevazione, i valori di parametro e la frequenza di campionamento.” Per «PFAS — totale» si intende la totalità delle sostanze per- e polifluoro alchiliche... Per «somma di PFAS» si intende la somma di tutte le sostanze per- e polifluoro alchiliche ritenute preoccupanti per quanto riguarda le acque destinate al consumo umano 30 PFAS diversi sono elencati nelle analisi del decreto.


Dalla norma, si leggeLe regioni e le province autonome, le autorità sanitarie e i gestori idro-potabili adottano con ogni tempestività, e comunque non oltre il 12 gennaio 2026, le misure necessarie a garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino.., per quanto riguarda: ...”somma di PFAS”, “somma di 4 PFAS”, e uranio.”

La prima con il limite di 0,10 microgrammi/litro ed i secondi fino a 0,02 microgrammi/litro; così si legge nella modifica del decreto del luglio 2025 (3). Inoltre qui è stato abbassato il piombo fino a 5 microgrammi/litro ed è stata aggiunta l’analisi dell’uranio 30 microgrammi/litro. Sono stati stabiliti anche i “Requisiti minimi per i reagenti chimici e i materiali filtranti attivi e passivi” che vengono a contatto con le acque destinate al consumo umano che non devono compromettere, direttamente o indirettamente, l'idoneità al consumo umano dell'acqua, alterare il colore, l'odore o il sapore dell'acqua; quindi ad esempio, percepire chiaramente odore e sapore di cloro significa andare fuori norma.

Infine il decreto introduce per la prima volta una soglia specifica per il TFA (acido trifluoroacetico, sottoprodotto della degradazione dei PFAS), fissata a 0,10 microgrammi/litro, che diventerà obbligatoria dal 12 gennaio 2027.


Ma cosa sono questi PFAS? Vengono chiamati composti perfluoroalchilici. Sono una famiglia di oltre 4000 sostanze chimiche a base di fluoro le quali, si afferma, che possono arrivare a 15000. Sono prodotti diversi, non presenti in natura, utilizzati in tanti campi e materiali: tessuti impermeabili, abiti tecnici, padelle antiaderenti, imballaggi, cosmetici persistenti, schiume estinguenti, rivestimenti industriali. Hanno la caratteristica di essere persistenti nel nostro corpo e di essere dichiaratamente interferenti endocrini. In Italia sono emersi, nel caso dei laboratori della ditta MITENI a Trissino in provincia di Vicenza. La ditta scaricando in difformità queste sostanze, ha inquinato tutta la falda che interessa 350.000 persone; una contaminazione la più grande d’Europa. Nella zona rossa l’autorità sanitaria berica, ha previsto le analisi del sangue per controllare i Pfas assorbiti dalle persone; una bomba biologica pronta ad esplodere, dando problemi cardiaci, tumorali, funzionali.


Lo hanno denunciato le Mamme No Pfas (4) stampando nelle magliette i quantitativi di Pfas contenuti nel sangue dei propri figli. Si sono attivate dal 2013 con la scoperta nelle acque dei torrenti di Trissino da parte dei ricercatori del CNR di questi prodotti chimici, si sono via via rivolte alle autorità, fino alla Commissione ONU a Ginevra. Sono arrivate anche a far intervenire il Vescovo di Vicenza, che ha organizzato il 2.o incontro nazionale della CEI sulla Salute (5), parlando di queste sostanze e l’autorità giudiziaria in un processo conclusosi recentemente, dove sono stati condannati i dirigenti Miteni (6).

Il decreto di luglio 2025, aumenta la trasparenza dei gestori idrici: pochi sono quelli che pubblicano le analisi dell’acqua, ai sensi della norma sull’accesso alle informazioni ambientali, del 2006. Ogni cittadino/utente, ora potrà accedere facilmente, anche online, a informazioni aggiornate sul gestore della propria zona, sui metodi di trattamento e disinfezione che applica (nella Provincia di Pesaro Urbino l’85% di acqua viene dai fiumi e potabilizzata), sui risultati delle analisi più recenti, con valori dei parametri e frequenza di monitoraggio, sui dati delle perdite della rete (in provincia di PU un terzo dell’acqua di rete va persa), struttura delle tariffe e reclami ricevuti.


Per questo è prevista la realizzazione di una piattaforma digitale AnTeA (Anagrafe Nazionale Territoriale delle Acque), uno strumento che dovrà garantire un accesso semplice e trasparente ai dati sulla qualità dell’acqua potabile (7) presso l’Istituto Superiore di Sanità, ma al momento non risulta attiva; dovendoci quindi informare, le analisi sono pubblicate sul sito di Vesa Marche (8). Ho richiesto all’ISS di poter eseguire le analisi dei PFAS nel mio sangue. Nella risposta mi hanno indirizzato all’Autorità Sanitaria Regione dalla quale attendo ancora comunicazioni.






Bibliografia:

Lorenzo Misuraca “PFAS Storia di una contaminazione” Ed. Il Salvagente

Giuseppe Ungherese ”PFAS inquinati eterni e invisibili nell’acqua” Ed. Altreconomia

CEI Uffico Pastorale Salute ”PFAS analisi retrospettive e prospettive future” Ed. Romani

V. Cordiano V. Murgia ”PFAS Una contaminazione persistente, pervasiva e pericolosa” ISDE Italia



1) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020L2184

2) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023;018

3) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2025;102

4) https://www.mammenopfas.org/

5) https://www.diocesivicenza.it/wd-appuntamenti/era-cosa-molto-buona-custodire-le-nostre-terre-salute-ambiente-lavoro/

6) https://prometeo.adnkronos.com/territorio/sentenza-miteni-pfas-veneto-disastro-ambientale/

7) https://www.iss.it/antea-il-progetto

8) https://veterinariaalimenti.sanita.marche.it/ARPAM-Rapporti-di-Prova-Acque-Potabili