domenica 25 gennaio 2026

Quando si abbatte un albero

Quando si abbatte un albero.

Abbattere un albero non è una operazione da prendere alla leggera. Solitamente, si dice, che di alberi ne abbiamo tanti, che un albero in meno non dice nulla e ovviamente con le dovute precauzioni, tagliare un albero è una operazione che si conclude in alcuni minuti.

Eppure va ragionata la cosa, soprattutto in questo periodo di crisi climatica, di aumento di anidride carbonica. Infatti le piante sono forti assorbitori di CO2, che assieme ai sali minerali, viene trasformata in zuccheri: i più semplici nei frutti che consumiamo: pere, mele, arance, limoni,ecc; ma anche il grano, mais, ceci, fagioli, ecc; per finire anche in quelli più complessi come la cellulosa, la stessa sostanza di accrescimento della pianta.

Oltre quindi a delineare un paesaggio, pensiamo agli antichi viali di campagna costeggiati da piante maestose, riescono con le radici a regolare il flusso idrico sotterraneo, riducono l’erosione del suolo, trattengono le frane, proteggendoci dalla siccità, generano un microclima soddisfacente, particolarmente evidente nei periodi estivi; riescono perfino ad assorbire le sostanze inquinanti dall’ambiente circostante, diventano essi stessi, un ecosistema che ospita numerosi esseri viventi. C’e chi ha fatto anche una valutazione economica dell’albero adulto abbattuto: col Metodo Svizzero Modificato 100.000 € (1) col metodo CAVAT 340.000 € (2)


Certamente in città , è più difficile la loro gestione, non solo per i fastidi che questi possono produrre: sollevamento del suolo da parte dell’apparato radicale, otturazione di sistemi smaltimento acque, rotture di muretti, riempimento delle grondaie con le foglie e pulitura conseguente delle aree sotto la chioma, rischio di crolli.

Il fatto è che in città aumentano le esigenze e le linee tecnologiche solitamente interrate chiedono il passaggio laterale effettuate con macchine a cingolo estrusore, che danneggia pesantemente gli apparati radicali, riducendo la capacità di ancoraggio al suolo dell’albero, che in caso di venti forti precipita a terra.

Quello che è più drammatico oggi, particolarmente nelle città e che non c’è una valutazione complessiva del verde urbano, su quale diciamolo, si opera solo a suon di motosega, senza pensare a valutazioni di variazioni climatiche, paesaggistiche, idrogeologiche e, essendo interventi di tipo ambientale, senza sentire almeno la popolazione del luogo.


E’ più facile far vedere una esecuzione interventista, da parte degli amministratori, abbattendo le piante, la cui tutela è passata alle regioni e da queste delegate alle Unioni Montane e uffici municipalizzati. La pianta abbattuta a Sant’Angelo è inserita nel PRG quindi non è solo sufficiente l’autorizzazione ai fini dell’abbattimento, ma anche a quella ai fini paesaggistici. Ad Urbania l’abbattimento dei tigli di via Mazzini è stata autorizzata con le motivazioni della legge regionale sulla forestazione (3)  ma quelli avevano anche il vincolo ex Galasso (4) e quello idrogeologico (5) che devono essere autorizzati a parte. Con dichiarazione del geometra che non c’erano soluzioni alternative, (oggi basta dichiararlo no dimostrarlo). I 33 platani abbattuti lungo la ss 73 bis nel rettilineo di S.Maria del Piano, erano in pieno vincolo paesaggistico (6) e avrebbero dovuti essere autorizzati in tal senso. A Fermignano sono stati abbattuti pini con ordinanza di pericolosità, non sostenuta da una verifica strutturale dell’albero da parte di professionista abilitato. (7)

Quello che più indispone, è soprattutto l’incapacità di prendere provvedimenti seri; se c’è da abbattere ed è una giusta necessità, lo si deve fare, ma si deve saper garantire la piantumazione compensativa all’abbattimento, proprio pensando alle variazioni climatiche. Eppure ancora devono essere ripiantati gli 8 tigli della rotonda di ingresso a Sant’Angelo in Vado, i 34 alberi dati dall’ANAS per il taglio di alberi adulti lungo la pedementana per Lunano, ahimè concessi con taglie di poche annualità, piccoli insomma.

Vedremo anche quante piante piantumerà la Snam per l’abbattimento di milioni di alberi nel tracciato del metanodotto Sulmona Sestino.

Se le amministrazioni non si attiveranno in tal senso, non saranno mai di esempio per i cittadini.

1) https://www.agralia.it/quanto-vale-un-albero/  

2) https://www.fondoforestale.it/ilblog/2025/08/05/valore-economico-alberi-urbani/ 

3)  https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?arc=vig&idl=1455

4) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1985-08-8;431!vig= 

5)  https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1923;3267

6)  https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1939-10-14&atto.codiceRedazionale=039U1497&tipoDettaglio=multivigenza&qId=

7) sentenza Cons. Stato, Sez. V, 27 ottobre 2022, n. 9178  

lunedì 12 gennaio 2026

IL CREATO Parola di Dio

Il Creato Parola di Dio

Marco è laureato in ingegneria, ma con convinzione si è messo a coltivare la terra. Poi si è fatto prete, continuando a coltivare la terra nelle parrocchie del Monte Amiata in provincia di Siena e Grosseto. Amante della montagna, ha avuto un gravissimo incidente nel 2019, che l’ha completamente paralizzato.


Oggi aiutato da degli amici carissimi, ha continuato a trasmettere il suo amore per il creato. L’ho conosciuto in occasione dei 40 anni di fondazione del gruppo scout Agesci Vadese e l’avevo invitato per un incontro formativo per insegnanti sul suo libro “Biotecnologie animali e vegetali: Tradimento del disegno di Dio” , sostanzialmente una lettera scritta alla Congregazione della fede, a Giustizia e Pace, fermamente sostenuta, nonostante i toni forti.

In questo nuovo testo dal titolo “Il Creato Parola di Dio” c’è il presupposto di ricucire un grosso strappo.”quello tra il Verbo creatore ed il Verbo che si fa uomo”, perché l’uomo ha trascurato la sua volontà. Infatti è la terra a sostenerci ad accompagnarci a farci sentire la sua vicinanza.

La creazione è anche maestra è segno del dono dell’amore del Padre, per noi. Anche la coltura è vista da Marco come architettura del pensiero che guida la vita quotidiana, lo stare insieme , i valori di un gruppo con le sue scelte e comportamenti che dettano l’arte, l’artigianato, i mestieri, il rapporto con Dio e tra le persone, la saggezza che forma l’impianto di un popolo. Indicazioni fornite e elaborate dall’intelligenza e dallo spirito dell’uomo, ai casi di vita concreti, più risolvibili se guardati con gli occhi del Creatore.

L’uomo oggi e rapportato alla natura attraverso due mentalità quella utilitaristica e quella dei popoli indigeni; nella prima, la natura diventa un supermercato da cui prendere il possibile con l’aiuto della scienza e tecnologia. La seconda è la linea di pensiero dei popoli nativi di coloro che vivono o vivevano in armonia con l’ambiente che li accoglie, così come nella cultura contadina europea.

Numerosi i richiami agli scritti papali a partire dal anno ’50. La chiesa ha il modello preciso da proporre, quello della parola del Creatore, ma sembra non porsi il problema di come non venga per niente posto il problema, se quella scelta intrapresa dalla scienza e tecnologia sia la direzione che Dio vuole veramente. Il salto qualitativo viene dalla Laudato sì di papa Francesco, alla cui lettura si rimanda, la quale ricorda che la cura dell’ambiente è parte integrante dell’impegno spirituale, morale e sociale nella vita di ogni cristiano.

Da già insegnate di educazione Tecnica della scuola Media, mi sono proprio piaciute le distinzioni che Marco ha proposto tra Tecnica e Tecnologia. Nei vari capitoli del libro ogni tanto appaiono riferimenti o all’una o all’altra e come insieme, appartenendo oggi ad una civiltà tecnico scientifica, si confrontano con la natura. L’uomo di oggi, con la tecnologia è giunto ad una potenza materiale illimitata e può incidere evidentemente, in maniera mortale, sugli equilibri vitali del pianeta. La tecnologia ha permesso ad un immenso materiale, sottratto alla morale, dove tutto si può fare con una ricaduta nei confronti di gran parte degli uomini inconsapevoli e impotenti. “La plastica è l’emblema più chiaro con la sua lontananza dalla vita del nostro mondo artificiale.” “Criticare la scienza è considerata una colpa contro l’intelligenza, ma il compito dell’intelligenza è la ricerca della verità. La mentalità materialista tende invece a livellare l’intelligenza.”

La tecnica viene da greco technè cioè arte e usa strumenti semplici: pennello, carrucola, leva, falce, fuso, fuoco. Questi per essere usati bene, esigono un’esperienza che riguarda più il comportamento della natura, che lo stesso strumento, permettendo una esperienza derivata esclusivamente con i cinque sensi, perciò rimane più neutrale. Lascia l’uomo nel suo ruolo di attore fisico e mentale, libero da ogni scelta e padrone di tutte le sue facoltà sensoriali.

Diversi i richiami ad altre religioni ed ad altri popoli indigeni.

La creazione insegna che il regno supera la natura, portandola a perfezione, non distruggendo per rifare, perché nemmeno uno iota andrà via dalla legge. Finché siamo inseriti su questa Terra siamo conglobati nella natura che il Padre ci ha donato, con i suoi limiti fatti per il bene dell’umanità.

Limiti di tempo spazio, risorsa, forza, capacità che richiamano la fragilità della natura e la nostra provvisorietà di creature.

Grazie Marco per queste tue forti sollecitazioni.

Marco Belleri “Il Creato Parola di Dio” ed. Libreria Editrice Fiorentina Firenze 2025 15 €

martedì 6 gennaio 2026

I PFAS, composti persistenti, interferenti endocrini, nelle acque potabili.

I PFAS, composti persistenti, interferenti endocrini, nelle acque potabili.

Da gennaio 2026, queste sostanze chimiche saranno analizzate anche nelle nostre acque potabili.

Lo aveva previsto una direttiva europea (1) applicata col nuovo decreto sulle acque potabili del 2023 (2). Dalla direttiva si legge. Entro il 12 gennaio 2024, la Commissione stabilisce linee guida tecniche sui metodi analitici per quanto riguarda il monitoraggio delle sostanze per- e polifluoro alchiliche comprese nei parametri «PFAS — totale» e «somma di PFAS», compresi i limiti di rilevazione, i valori di parametro e la frequenza di campionamento.” Per «PFAS — totale» si intende la totalità delle sostanze per- e polifluoro alchiliche... Per «somma di PFAS» si intende la somma di tutte le sostanze per- e polifluoro alchiliche ritenute preoccupanti per quanto riguarda le acque destinate al consumo umano 30 PFAS diversi sono elencati nelle analisi del decreto.


Dalla norma, si leggeLe regioni e le province autonome, le autorità sanitarie e i gestori idro-potabili adottano con ogni tempestività, e comunque non oltre il 12 gennaio 2026, le misure necessarie a garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino.., per quanto riguarda: ...”somma di PFAS”, “somma di 4 PFAS”, e uranio.”

La prima con il limite di 0,10 microgrammi/litro ed i secondi fino a 0,02 microgrammi/litro; così si legge nella modifica del decreto del luglio 2025 (3). Inoltre qui è stato abbassato il piombo fino a 5 microgrammi/litro ed è stata aggiunta l’analisi dell’uranio 30 microgrammi/litro. Sono stati stabiliti anche i “Requisiti minimi per i reagenti chimici e i materiali filtranti attivi e passivi” che vengono a contatto con le acque destinate al consumo umano che non devono compromettere, direttamente o indirettamente, l'idoneità al consumo umano dell'acqua, alterare il colore, l'odore o il sapore dell'acqua; quindi ad esempio, percepire chiaramente odore e sapore di cloro significa andare fuori norma.

Infine il decreto introduce per la prima volta una soglia specifica per il TFA (acido trifluoroacetico, sottoprodotto della degradazione dei PFAS), fissata a 0,10 microgrammi/litro, che diventerà obbligatoria dal 12 gennaio 2027.


Ma cosa sono questi PFAS? Vengono chiamati composti perfluoroalchilici. Sono una famiglia di oltre 4000 sostanze chimiche a base di fluoro le quali, si afferma, che possono arrivare a 15000. Sono prodotti diversi, non presenti in natura, utilizzati in tanti campi e materiali: tessuti impermeabili, abiti tecnici, padelle antiaderenti, imballaggi, cosmetici persistenti, schiume estinguenti, rivestimenti industriali. Hanno la caratteristica di essere persistenti nel nostro corpo e di essere dichiaratamente interferenti endocrini. In Italia sono emersi, nel caso dei laboratori della ditta MITENI a Trissino in provincia di Vicenza. La ditta scaricando in difformità queste sostanze, ha inquinato tutta la falda che interessa 350.000 persone; una contaminazione la più grande d’Europa. Nella zona rossa l’autorità sanitaria berica, ha previsto le analisi del sangue per controllare i Pfas assorbiti dalle persone; una bomba biologica pronta ad esplodere, dando problemi cardiaci, tumorali, funzionali.


Lo hanno denunciato le Mamme No Pfas (4) stampando nelle magliette i quantitativi di Pfas contenuti nel sangue dei propri figli. Si sono attivate dal 2013 con la scoperta nelle acque dei torrenti di Trissino da parte dei ricercatori del CNR di questi prodotti chimici, si sono via via rivolte alle autorità, fino alla Commissione ONU a Ginevra. Sono arrivate anche a far intervenire il Vescovo di Vicenza, che ha organizzato il 2.o incontro nazionale della CEI sulla Salute (5), parlando di queste sostanze e l’autorità giudiziaria in un processo conclusosi recentemente, dove sono stati condannati i dirigenti Miteni (6).

Il decreto di luglio 2025, aumenta la trasparenza dei gestori idrici: pochi sono quelli che pubblicano le analisi dell’acqua, ai sensi della norma sull’accesso alle informazioni ambientali, del 2006. Ogni cittadino/utente, ora potrà accedere facilmente, anche online, a informazioni aggiornate sul gestore della propria zona, sui metodi di trattamento e disinfezione che applica (nella Provincia di Pesaro Urbino l’85% di acqua viene dai fiumi e potabilizzata), sui risultati delle analisi più recenti, con valori dei parametri e frequenza di monitoraggio, sui dati delle perdite della rete (in provincia di PU un terzo dell’acqua di rete va persa), struttura delle tariffe e reclami ricevuti.


Per questo è prevista la realizzazione di una piattaforma digitale AnTeA (Anagrafe Nazionale Territoriale delle Acque), uno strumento che dovrà garantire un accesso semplice e trasparente ai dati sulla qualità dell’acqua potabile (7) presso l’Istituto Superiore di Sanità, ma al momento non risulta attiva; dovendoci quindi informare, le analisi sono pubblicate sul sito di Vesa Marche (8). Ho richiesto all’ISS di poter eseguire le analisi dei PFAS nel mio sangue. Nella risposta mi hanno indirizzato all’Autorità Sanitaria Regione dalla quale attendo ancora comunicazioni.






Bibliografia:

Lorenzo Misuraca “PFAS Storia di una contaminazione” Ed. Il Salvagente

Giuseppe Ungherese ”PFAS inquinati eterni e invisibili nell’acqua” Ed. Altreconomia

CEI Uffico Pastorale Salute ”PFAS analisi retrospettive e prospettive future” Ed. Romani

V. Cordiano V. Murgia ”PFAS Una contaminazione persistente, pervasiva e pericolosa” ISDE Italia



1) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020L2184

2) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023;018

3) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2025;102

4) https://www.mammenopfas.org/

5) https://www.diocesivicenza.it/wd-appuntamenti/era-cosa-molto-buona-custodire-le-nostre-terre-salute-ambiente-lavoro/

6) https://prometeo.adnkronos.com/territorio/sentenza-miteni-pfas-veneto-disastro-ambientale/

7) https://www.iss.it/antea-il-progetto

8) https://veterinariaalimenti.sanita.marche.it/ARPAM-Rapporti-di-Prova-Acque-Potabili