Il Creato Parola di Dio
Marco è laureato in ingegneria, ma con convinzione si è messo a coltivare la terra. Poi si è fatto prete, continuando a coltivare la terra nelle parrocchie del Monte Amiata in provincia di Siena e Grosseto. Amante della montagna, ha avuto un gravissimo incidente nel 2019, che l’ha completamente paralizzato.
Oggi aiutato da degli amici carissimi, ha continuato a trasmettere il suo amore per il creato. L’ho conosciuto in occasione dei 40 anni di fondazione del gruppo scout Agesci Vadese e l’avevo invitato per un incontro formativo per insegnanti sul suo libro “Biotecnologie animali e vegetali: Tradimento del disegno di Dio” , sostanzialmente una lettera scritta alla Congregazione della fede, a Giustizia e Pace, fermamente sostenuta, nonostante i toni forti. In questo nuovo testo dal titolo “Il Creato Parola di Dio” c’è il presupposto di ricucire un grosso strappo.”quello tra il Verbo creatore ed il Verbo che si fa uomo”, perché l’uomo ha trascurato la sua volontà. Infatti è la terra a sostenerci ad accompagnarci a farci sentire la sua vicinanza.
La creazione è anche maestra è segno del dono dell’amore del Padre, per noi. Anche la coltura è vista da Marco come architettura del pensiero che guida la vita quotidiana, lo stare insieme , i valori di un gruppo con le sue scelte e comportamenti che dettano l’arte, l’artigianato, i mestieri, il rapporto con Dio e tra le persone, la saggezza che forma l’impianto di un popolo. Indicazioni fornite e elaborate dall’intelligenza e dallo spirito dell’uomo, ai casi di vita concreti, più risolvibili se guardati con gli occhi del Creatore.
L’uomo oggi e rapportato alla natura attraverso due mentalità quella utilitaristica e quella dei popoli indigeni; nella prima, la natura diventa un supermercato da cui prendere il possibile con l’aiuto della scienza e tecnologia. La seconda è la linea di pensiero dei popoli nativi di coloro che vivono o vivevano in armonia con l’ambiente che li accoglie, così come nella cultura contadina europea.
Numerosi i richiami agli scritti papali a partire dal anno ’50. La chiesa ha il modello preciso da proporre, quello della parola del Creatore, ma sembra non porsi il problema di come non venga per niente posto il problema, se quella scelta intrapresa dalla scienza e tecnologia sia la direzione che Dio vuole veramente. Il salto qualitativo viene dalla Laudato sì di papa Francesco, alla cui lettura si rimanda, la quale ricorda che la cura dell’ambiente è parte integrante dell’impegno spirituale, morale e sociale nella vita di ogni cristiano.
Da
già insegnate di educazione Tecnica della scuola Media, mi sono
proprio piaciute le distinzioni che Marco ha proposto tra Tecnica e
Tecnologia. Nei vari capitoli del libro ogni tanto appaiono
riferimenti o all’una o all’altra e come insieme, appartenendo
oggi ad una civiltà tecnico scientifica, si confrontano con la
natura. L’uomo di oggi, con la tecnologia è giunto ad una potenza
materiale illimitata e può incidere evidentemente, in maniera
mortale, sugli equilibri vitali del pianeta. La tecnologia ha
permesso ad un immenso materiale, sottratto alla morale, dove tutto
si può fare con una ricaduta nei confronti di gran parte degli
uomini inconsapevoli e impotenti. “La plastica è l’emblema più
chiaro con la sua lontananza dalla vita del nostro mondo
artificiale.” “Criticare la scienza è considerata una colpa
contro l’intelligenza, ma il compito dell’intelligenza è la
ricerca della verità. La mentalità materialista tende invece a
livellare l’intelligenza.”
La tecnica viene da greco technè cioè arte e usa strumenti semplici: pennello, carrucola, leva, falce, fuso, fuoco. Questi per essere usati bene, esigono un’esperienza che riguarda più il comportamento della natura, che lo stesso strumento, permettendo una esperienza derivata esclusivamente con i cinque sensi, perciò rimane più neutrale. Lascia l’uomo nel suo ruolo di attore fisico e mentale, libero da ogni scelta e padrone di tutte le sue facoltà sensoriali.
Diversi i richiami ad altre religioni ed ad altri popoli indigeni.
La creazione insegna che il regno supera la natura, portandola a perfezione, non distruggendo per rifare, perché nemmeno uno iota andrà via dalla legge. Finché siamo inseriti su questa Terra siamo conglobati nella natura che il Padre ci ha donato, con i suoi limiti fatti per il bene dell’umanità.
Limiti di tempo spazio, risorsa, forza, capacità che richiamano la fragilità della natura e la nostra provvisorietà di creature.
Grazie Marco per queste tue forti sollecitazioni.
Marco Belleri “Il Creato Parola di Dio” ed. Libreria Editrice Fiorentina Firenze 2025 15 €

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