Andare per tagliar piante
E’ lo sport che tanti amministratori conducono nella gestione del loro territorio. Forse perché più facile, rende più visibile l’intervento che spesso è immediato, accontenta una serie di persone sensibili agli eventuali danni.
Vorrei qui fare una doppia analisi: quella giuridica, in base alle normative, sentenze e quella più ecologica, più legata agli effetti che produce una pianta.
Va detto subito che gli alberi non sono un puro ornamento cittadino, ma costituiscono un patrimonio dello stato. Non sono proprietà, del sindaco, del dirigente, dei forestali, ma appartengono all’intera collettività. Essi in quanto bene e bellezza pubblica sono soggetti a tutela penale (1). Vi rientrano tutti quei beni tutelati dal codice dei beni culturali e quelli inseriti architettonicamente nell’area urbana.
Inoltre non basta dichiarare che una pianta è pericolosa o che è d’intralcio a lavori: è necessario dimostrarlo con elementi documentabili rilasciati da figure tecniche come gli agronomi, periti forestali, dendrologi. Lo ha stabilito chiaramente una sentenza del Consiglio di Stato (2) e una serie di TAR che hanno annullato numerose ordinanze comunali mancanti della relazione agronomica adeguata. D’altra parte se riflettiamo bene, abbattiamo un albero centenario perché il fortunale ne ha strappato rami. Dovremmo trattare allo stesso modo i tetti che durante lo stesso fortunale, hanno lasciato cadere le loro tegole. Dite la verità , lo fareste?
A livello regionale c’è la legge sulla forestazione (3) che da alcuni criteri di abbattimento, indica le piante tutelate, prevede la compensazione con la piantumazione di alberi sostitutivi a livello urbano.
Questa norma ha i suoi limiti: nessuno controlla i rimpianti compensativi (ancora dopo 3 legislature si devono piantare gli 8 tigli della rotonda di ingresso alla città), nelle esecuzione di opere basta che il professionista esecutore dichiari che non di ci siano soluzioni alternative (prima andava dimostrato), non vengono valutati altri vincoli rilasciando l’autorizzazione per la sola legge sulla forestazione. A Urbania dove sono stati abbattuti filari di tigli riportati in una cartolina del 1926, questi erano soggetti ad altri due vincoli, idrogeologico e Galasso per i quali necessitavano apposite autorizzazioni, non bastando solo quella forestale. Anche qui la distanza dei 75 m dal torrente Morsina forse avrebbe salvato una pianta. Ma nell’area ricreativa dell’oratorio sono stati abbattuti nel tempo, due cipressi adulti, il filare di tigli e di ippocastani, segno evidente di una scarsa coscienza ecologica, sollecitata in vari messaggi papali.
L’analisi ecologica è legata al lavoro che gli alberi effettuano nella loro vita. Un albero adulto offre numerosi benefici ambientali, sociali ed economici. può assorbire fino a 20-30 kg di anidride carbonica all’anno e produrre ossigeno sufficiente per 2-10 persone al giorno, a seconda della specie e delle dimensioni. Gli alberi filtrano inquinanti atmosferici come biossido di zolfo, ozono, monossido di carbonio e particolato fine (PM10 e PM2.5), riducendo i rischi di malattie respiratorie e cardiovascolari, migliorando la qualità dell’aria nelle zone urbane. Riducono l’effetto “isola di calore”, abbassano la temperatura locale di 3-5°C grazie all’ombra e alla traspirazione dell’umidità. Contribuiscono a mantenere l’equilibrio idrico del suolo e dell’atmosfera. Riducono la velocità del vento fino al 50%, proteggendo colture e edifici.
Le radici stabilizzano il terreno, evitandone l’erosione, riducendo il rischio di frane e smottamenti. Le foglie cadute e i residui organici arricchiscono il suolo di nutrienti.
Un albero adulto, inoltre, può
ospitare una grande biodiversità: centinaia
di specie tra
insetti, uccelli, mammiferi e funghi, fungendo da habitat e fonte di
cibo. Gli spazi verdi con alberi riducono lo stress, l’ansia e la
depressione, di chi li frequenta Studi dimostrano che vivere vicino a
aree alberate migliora la salute mentale e aumenta la soddisfazione
della vita. Una fascia di alberi può abbattere il rumore di 5-10
decibel, rendendo
gli ambienti urbani più vivibili.
Le proprietà vicino a aree
verdi con alberi, possono valere fino
al 20% in più
rispetto a quelle prive di vegetazione. Gli alberi ombreggiano le
case in estate, riducendo la necessità di condizionatori (fino al
30% di risparmio
energetico)
(chiediamolo agli abitanti di via Mazzini ad Urbania). Molti alberi
adulti producono frutti commestibili (mele, noci, olive, ecc.),
resine, oli essenziali, rimedi
erboristici, miele (se
l’albero è un habitat per api tipo i tigli).
Gli alberi sono fondamentali per parchi, giardini pubblici e aree naturali, attirando turisti e promuovendo attività all’aperto. Sono strumenti preziosi per insegnare alle nuove generazioni l’importanza della natura e della sostenibilità. Ecco perché la ripiantumazione per quanto viene fatta è limitata: l’attecchimento è al 50% di suo ed le piante piccole messe a dimora, per compensazione delle 38 tagliate dall’ANAS, lungo la strada per Lunano, non sostituiranno mai quelle tagliate o come quelle per le piante secolari di via Piobbichese.
Per tutto questo c’è chi ha valutato l’intero valore economico: col metodo svizzero una pianta adulta, viene valutata sui 110.000 € per il lavoro di un anno, mentre il metodo CAVAT, più dettagliato, assegna per accrescimento del legno microclima, abbattimento polveri, produzione di ossigeno, abbattimento anidride carbonica e altro, un valore di 340.000 €.
Da noi però gli alberi non sono importanti, mentre lo sono decisamente i soldi!
1) Art. 734 del Codice Penale Distruzione e deturpamento Bellezze naturali
2) Sentenza Cons. Stato, Sez. V, 27 ottobre 2022, n. 9178
3) LR n.5/2006


























