martedì 22 settembre 2026

Agrivoltaico. Sant'angelo in Vado si prostituisce.

 Agrivoltaico. Sant'angelo in Vado si prostituisce.

La scelta di questa amministrazione di resa nei confronti dell’agrivoltaico di Cà Rinalduccio, mi ha fortemente stupito, allibito. Soprattutto per avere in cambio 60.000 €, il gruzzolo di chi si vende, di chi vende Sant’Angelo in Vado.

Ho voluto rivedere quanto abbiamo fatto, (dico ancora abbiamo) nei confronti di questo impianto che è bene ricordarlo si innesta a 52 m dal centro abitato. Nella mia cartella “FV santAngelo” sono salvati ben 171 files, segno di una intensa attività. Tutto è iniziato con la raccolta firme, con tanto documento di riconoscimento, asseverate dal vicesindaco Guerra.

Abbiamo sostenuto che su ben 7 ettari, si installeranno pannelli per 6,1 milioni di watt (allora) superiore all’impianto di Pole di Acqualagna, a ridosso del centro abitato e che non erano stati coinvolti i vicini interessati al progetto. A dir la verità il vicino importante a valle della strada comunale di Ca Rinalduccio era stato direttamente contattato (io so io voi non siete un …direbbe il Marchese Del Grillo). Eppure le norme sono chiare “Qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuabili, l’amministrazione è tenuta a fornire loro con le stesse modalità l’inizio del procedimento”. Un aspetto ritenuto di poco conto dai dirigenti Provinciali che hanno sostenuto di non applicare la Valutazione Impatto Ambientale, né considerare le osservazioni avviate.


Mi sono rivolto quindi alla Commissione per la Convenzione di Aarhus. Questa convenzione firmata dall’Italia diventando legge nel 2001, prevede nell’articolo 1. “Per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere, ciascuna parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale in conformità delle disposizioni della presente convenzione.”

Non è stato semplice studiare la convenzione, adattare il ricorso
, tradurlo in inglese, eppure quando sono intervenuto in videoconferenza con la commissione ONU a Ginevra, è stato per me un gran risultato. Mi sentivo emozionato, seppure ero supportato da mia nipote madrelingua. Quando la Presidente mi ha interpellato, ha elogiato il “nostro” intervento perché “i diritti alla partecipazione fanno parte della grande schiera dei diritti dell’uomo”. Contro c’era il Ministero dell’ambiente che balbettava che eravamo stati contattati, che le norme sulla partecipazione funzionavano, che non avevano loro il progetto, delegato alla regione o alla provincia. Ma la commissione è poco efficace giuridicamente e si è fidata del fatto che il procedimento fosse stato bloccato col ricorso al TAR del Comune. Non è servito neanche riscrivere.

Nel frattempo ci sono giunti i vari pareri. Dell’Anas, della Regione, della Soprintendenza che chiede di intervenire nei movimenti di terra.

Sentire ora che ci è accordati per 60 danari, mi ha stretto il cuore; tutte le nostre fatiche andate, in evanescenza; vedere poi dei cittadini uniti per uno scopo, separati dalle idee politiche ancor più deludente, perché in queste battaglie c’è bisogno della forza di tutti; solo se stiamo insieme siamo forti.

Che dire, la richiesta di denaro in cambio di autorizzazioni è espressamente vietata, anche per i comuni; è stato il Tribunale Superiore delle Acque a dirlo per primo. Ma la finanziaria del 2018 ha inserito che i comuni che avevano avuto le compensazioni queste dovevano essere mantenute. Un comma nato per salvare il comune di Apecchio, cui la ditta dell’eolico chiedeva indietro ben 350.000 €.

Oggi non sono ammessi semplici corrispettivi monetari ai Comuni, ammettendo invece misure collegate agli effetti ambientali e territoriali dell’opera con compensazioni fino al 3 %; devono essere stabilite in sede di Conferenza di servizi, ma non possono configurare come un prezzo dell’autorizzazione.

Un dubbio mi rimane: l’eolico di Sessaglia Apecchio non è stato autorizzato anche per la mancata partecipazione dei cittadini (nel sito del comune c’è la sentenza), per l’agrivoltaico vadese no!


domenica 25 gennaio 2026

Quando si abbatte un albero

Quando si abbatte un albero.

Abbattere un albero non è una operazione da prendere alla leggera. Solitamente, si dice, che di alberi ne abbiamo tanti, che un albero in meno non dice nulla e ovviamente con le dovute precauzioni, tagliare un albero è una operazione che si conclude in alcuni minuti.

Eppure va ragionata la cosa, soprattutto in questo periodo di crisi climatica, di aumento di anidride carbonica. Infatti le piante sono forti assorbitori di CO2, che assieme ai sali minerali, viene trasformata in zuccheri: i più semplici nei frutti che consumiamo: pere, mele, arance, limoni,ecc; ma anche il grano, mais, ceci, fagioli, ecc; per finire anche in quelli più complessi come la cellulosa, la stessa sostanza di accrescimento della pianta.

Oltre quindi a delineare un paesaggio, pensiamo agli antichi viali di campagna costeggiati da piante maestose, riescono con le radici a regolare il flusso idrico sotterraneo, riducono l’erosione del suolo, trattengono le frane, proteggendoci dalla siccità, generano un microclima soddisfacente, particolarmente evidente nei periodi estivi; riescono perfino ad assorbire le sostanze inquinanti dall’ambiente circostante, diventano essi stessi, un ecosistema che ospita numerosi esseri viventi. C’e chi ha fatto anche una valutazione economica dell’albero adulto abbattuto: col Metodo Svizzero Modificato 100.000 € (1) col metodo CAVAT 340.000 € (2)


Certamente in città , è più difficile la loro gestione, non solo per i fastidi che questi possono produrre: sollevamento del suolo da parte dell’apparato radicale, otturazione di sistemi smaltimento acque, rotture di muretti, riempimento delle grondaie con le foglie e pulitura conseguente delle aree sotto la chioma, rischio di crolli.

Il fatto è che in città aumentano le esigenze e le linee tecnologiche solitamente interrate chiedono il passaggio laterale effettuate con macchine a cingolo estrusore, che danneggia pesantemente gli apparati radicali, riducendo la capacità di ancoraggio al suolo dell’albero, che in caso di venti forti precipita a terra.

Quello che è più drammatico oggi, particolarmente nelle città e che non c’è una valutazione complessiva del verde urbano, su quale diciamolo, si opera solo a suon di motosega, senza pensare a valutazioni di variazioni climatiche, paesaggistiche, idrogeologiche e, essendo interventi di tipo ambientale, senza sentire almeno la popolazione del luogo.


E’ più facile far vedere una esecuzione interventista, da parte degli amministratori, abbattendo le piante, la cui tutela è passata alle regioni e da queste delegate alle Unioni Montane e uffici municipalizzati. La pianta abbattuta a Sant’Angelo è inserita nel PRG quindi non è solo sufficiente l’autorizzazione ai fini dell’abbattimento, ma anche a quella ai fini paesaggistici. Ad Urbania l’abbattimento dei tigli di via Mazzini è stata autorizzata con le motivazioni della legge regionale sulla forestazione (3)  ma quelli avevano anche il vincolo ex Galasso (4) e quello idrogeologico (5) che devono essere autorizzati a parte. Con dichiarazione del geometra che non c’erano soluzioni alternative, (oggi basta dichiararlo no dimostrarlo). I 33 platani abbattuti lungo la ss 73 bis nel rettilineo di S.Maria del Piano, erano in pieno vincolo paesaggistico (6) e avrebbero dovuti essere autorizzati in tal senso. A Fermignano sono stati abbattuti pini con ordinanza di pericolosità, non sostenuta da una verifica strutturale dell’albero da parte di professionista abilitato. (7)

Quello che più indispone, è soprattutto l’incapacità di prendere provvedimenti seri; se c’è da abbattere ed è una giusta necessità, lo si deve fare, ma si deve saper garantire la piantumazione compensativa all’abbattimento, proprio pensando alle variazioni climatiche. Eppure ancora devono essere ripiantati gli 8 tigli della rotonda di ingresso a Sant’Angelo in Vado, i 34 alberi dati dall’ANAS per il taglio di alberi adulti lungo la pedementana per Lunano, ahimè concessi con taglie di poche annualità, piccoli insomma.

Vedremo anche quante piante piantumerà la Snam per l’abbattimento di milioni di alberi nel tracciato del metanodotto Sulmona Sestino.

Se le amministrazioni non si attiveranno in tal senso, non saranno mai di esempio per i cittadini.

1) https://www.agralia.it/quanto-vale-un-albero/  

2) https://www.fondoforestale.it/ilblog/2025/08/05/valore-economico-alberi-urbani/ 

3)  https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?arc=vig&idl=1455

4) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1985-08-8;431!vig= 

5)  https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1923;3267

6)  https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1939-10-14&atto.codiceRedazionale=039U1497&tipoDettaglio=multivigenza&qId=

7) sentenza Cons. Stato, Sez. V, 27 ottobre 2022, n. 9178  

lunedì 12 gennaio 2026

IL CREATO Parola di Dio

Il Creato Parola di Dio

Marco è laureato in ingegneria, ma con convinzione si è messo a coltivare la terra. Poi si è fatto prete, continuando a coltivare la terra nelle parrocchie del Monte Amiata in provincia di Siena e Grosseto. Amante della montagna, ha avuto un gravissimo incidente nel 2019, che l’ha completamente paralizzato.


Oggi aiutato da degli amici carissimi, ha continuato a trasmettere il suo amore per il creato. L’ho conosciuto in occasione dei 40 anni di fondazione del gruppo scout Agesci Vadese e l’avevo invitato per un incontro formativo per insegnanti sul suo libro “Biotecnologie animali e vegetali: Tradimento del disegno di Dio” , sostanzialmente una lettera scritta alla Congregazione della fede, a Giustizia e Pace, fermamente sostenuta, nonostante i toni forti.

In questo nuovo testo dal titolo “Il Creato Parola di Dio” c’è il presupposto di ricucire un grosso strappo.”quello tra il Verbo creatore ed il Verbo che si fa uomo”, perché l’uomo ha trascurato la sua volontà. Infatti è la terra a sostenerci ad accompagnarci a farci sentire la sua vicinanza.

La creazione è anche maestra è segno del dono dell’amore del Padre, per noi. Anche la coltura è vista da Marco come architettura del pensiero che guida la vita quotidiana, lo stare insieme , i valori di un gruppo con le sue scelte e comportamenti che dettano l’arte, l’artigianato, i mestieri, il rapporto con Dio e tra le persone, la saggezza che forma l’impianto di un popolo. Indicazioni fornite e elaborate dall’intelligenza e dallo spirito dell’uomo, ai casi di vita concreti, più risolvibili se guardati con gli occhi del Creatore.

L’uomo oggi e rapportato alla natura attraverso due mentalità quella utilitaristica e quella dei popoli indigeni; nella prima, la natura diventa un supermercato da cui prendere il possibile con l’aiuto della scienza e tecnologia. La seconda è la linea di pensiero dei popoli nativi di coloro che vivono o vivevano in armonia con l’ambiente che li accoglie, così come nella cultura contadina europea.

Numerosi i richiami agli scritti papali a partire dal anno ’50. La chiesa ha il modello preciso da proporre, quello della parola del Creatore, ma sembra non porsi il problema di come non venga per niente posto il problema, se quella scelta intrapresa dalla scienza e tecnologia sia la direzione che Dio vuole veramente. Il salto qualitativo viene dalla Laudato sì di papa Francesco, alla cui lettura si rimanda, la quale ricorda che la cura dell’ambiente è parte integrante dell’impegno spirituale, morale e sociale nella vita di ogni cristiano.

Da già insegnate di educazione Tecnica della scuola Media, mi sono proprio piaciute le distinzioni che Marco ha proposto tra Tecnica e Tecnologia. Nei vari capitoli del libro ogni tanto appaiono riferimenti o all’una o all’altra e come insieme, appartenendo oggi ad una civiltà tecnico scientifica, si confrontano con la natura. L’uomo di oggi, con la tecnologia è giunto ad una potenza materiale illimitata e può incidere evidentemente, in maniera mortale, sugli equilibri vitali del pianeta. La tecnologia ha permesso ad un immenso materiale, sottratto alla morale, dove tutto si può fare con una ricaduta nei confronti di gran parte degli uomini inconsapevoli e impotenti. “La plastica è l’emblema più chiaro con la sua lontananza dalla vita del nostro mondo artificiale.” “Criticare la scienza è considerata una colpa contro l’intelligenza, ma il compito dell’intelligenza è la ricerca della verità. La mentalità materialista tende invece a livellare l’intelligenza.”

La tecnica viene da greco technè cioè arte e usa strumenti semplici: pennello, carrucola, leva, falce, fuso, fuoco. Questi per essere usati bene, esigono un’esperienza che riguarda più il comportamento della natura, che lo stesso strumento, permettendo una esperienza derivata esclusivamente con i cinque sensi, perciò rimane più neutrale. Lascia l’uomo nel suo ruolo di attore fisico e mentale, libero da ogni scelta e padrone di tutte le sue facoltà sensoriali.

Diversi i richiami ad altre religioni ed ad altri popoli indigeni.

La creazione insegna che il regno supera la natura, portandola a perfezione, non distruggendo per rifare, perché nemmeno uno iota andrà via dalla legge. Finché siamo inseriti su questa Terra siamo conglobati nella natura che il Padre ci ha donato, con i suoi limiti fatti per il bene dell’umanità.

Limiti di tempo spazio, risorsa, forza, capacità che richiamano la fragilità della natura e la nostra provvisorietà di creature.

Grazie Marco per queste tue forti sollecitazioni.

Marco Belleri “Il Creato Parola di Dio” ed. Libreria Editrice Fiorentina Firenze 2025 15 €

martedì 6 gennaio 2026

I PFAS, composti persistenti, interferenti endocrini, nelle acque potabili.

I PFAS, composti persistenti, interferenti endocrini, nelle acque potabili.

Da gennaio 2026, queste sostanze chimiche saranno analizzate anche nelle nostre acque potabili.

Lo aveva previsto una direttiva europea (1) applicata col nuovo decreto sulle acque potabili del 2023 (2). Dalla direttiva si legge. Entro il 12 gennaio 2024, la Commissione stabilisce linee guida tecniche sui metodi analitici per quanto riguarda il monitoraggio delle sostanze per- e polifluoro alchiliche comprese nei parametri «PFAS — totale» e «somma di PFAS», compresi i limiti di rilevazione, i valori di parametro e la frequenza di campionamento.” Per «PFAS — totale» si intende la totalità delle sostanze per- e polifluoro alchiliche... Per «somma di PFAS» si intende la somma di tutte le sostanze per- e polifluoro alchiliche ritenute preoccupanti per quanto riguarda le acque destinate al consumo umano 30 PFAS diversi sono elencati nelle analisi del decreto.


Dalla norma, si leggeLe regioni e le province autonome, le autorità sanitarie e i gestori idro-potabili adottano con ogni tempestività, e comunque non oltre il 12 gennaio 2026, le misure necessarie a garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino.., per quanto riguarda: ...”somma di PFAS”, “somma di 4 PFAS”, e uranio.”

La prima con il limite di 0,10 microgrammi/litro ed i secondi fino a 0,02 microgrammi/litro; così si legge nella modifica del decreto del luglio 2025 (3). Inoltre qui è stato abbassato il piombo fino a 5 microgrammi/litro ed è stata aggiunta l’analisi dell’uranio 30 microgrammi/litro. Sono stati stabiliti anche i “Requisiti minimi per i reagenti chimici e i materiali filtranti attivi e passivi” che vengono a contatto con le acque destinate al consumo umano che non devono compromettere, direttamente o indirettamente, l'idoneità al consumo umano dell'acqua, alterare il colore, l'odore o il sapore dell'acqua; quindi ad esempio, percepire chiaramente odore e sapore di cloro significa andare fuori norma.

Infine il decreto introduce per la prima volta una soglia specifica per il TFA (acido trifluoroacetico, sottoprodotto della degradazione dei PFAS), fissata a 0,10 microgrammi/litro, che diventerà obbligatoria dal 12 gennaio 2027.


Ma cosa sono questi PFAS? Vengono chiamati composti perfluoroalchilici. Sono una famiglia di oltre 4000 sostanze chimiche a base di fluoro le quali, si afferma, che possono arrivare a 15000. Sono prodotti diversi, non presenti in natura, utilizzati in tanti campi e materiali: tessuti impermeabili, abiti tecnici, padelle antiaderenti, imballaggi, cosmetici persistenti, schiume estinguenti, rivestimenti industriali. Hanno la caratteristica di essere persistenti nel nostro corpo e di essere dichiaratamente interferenti endocrini. In Italia sono emersi, nel caso dei laboratori della ditta MITENI a Trissino in provincia di Vicenza. La ditta scaricando in difformità queste sostanze, ha inquinato tutta la falda che interessa 350.000 persone; una contaminazione la più grande d’Europa. Nella zona rossa l’autorità sanitaria berica, ha previsto le analisi del sangue per controllare i Pfas assorbiti dalle persone; una bomba biologica pronta ad esplodere, dando problemi cardiaci, tumorali, funzionali.


Lo hanno denunciato le Mamme No Pfas (4) stampando nelle magliette i quantitativi di Pfas contenuti nel sangue dei propri figli. Si sono attivate dal 2013 con la scoperta nelle acque dei torrenti di Trissino da parte dei ricercatori del CNR di questi prodotti chimici, si sono via via rivolte alle autorità, fino alla Commissione ONU a Ginevra. Sono arrivate anche a far intervenire il Vescovo di Vicenza, che ha organizzato il 2.o incontro nazionale della CEI sulla Salute (5), parlando di queste sostanze e l’autorità giudiziaria in un processo conclusosi recentemente, dove sono stati condannati i dirigenti Miteni (6).

Il decreto di luglio 2025, aumenta la trasparenza dei gestori idrici: pochi sono quelli che pubblicano le analisi dell’acqua, ai sensi della norma sull’accesso alle informazioni ambientali, del 2006. Ogni cittadino/utente, ora potrà accedere facilmente, anche online, a informazioni aggiornate sul gestore della propria zona, sui metodi di trattamento e disinfezione che applica (nella Provincia di Pesaro Urbino l’85% di acqua viene dai fiumi e potabilizzata), sui risultati delle analisi più recenti, con valori dei parametri e frequenza di monitoraggio, sui dati delle perdite della rete (in provincia di PU un terzo dell’acqua di rete va persa), struttura delle tariffe e reclami ricevuti.


Per questo è prevista la realizzazione di una piattaforma digitale AnTeA (Anagrafe Nazionale Territoriale delle Acque), uno strumento che dovrà garantire un accesso semplice e trasparente ai dati sulla qualità dell’acqua potabile (7) presso l’Istituto Superiore di Sanità, ma al momento non risulta attiva; dovendoci quindi informare, le analisi sono pubblicate sul sito di Vesa Marche (8). Ho richiesto all’ISS di poter eseguire le analisi dei PFAS nel mio sangue. Nella risposta mi hanno indirizzato all’Autorità Sanitaria Regione dalla quale attendo ancora comunicazioni.






Bibliografia:

Lorenzo Misuraca “PFAS Storia di una contaminazione” Ed. Il Salvagente

Giuseppe Ungherese ”PFAS inquinati eterni e invisibili nell’acqua” Ed. Altreconomia

CEI Uffico Pastorale Salute ”PFAS analisi retrospettive e prospettive future” Ed. Romani

V. Cordiano V. Murgia ”PFAS Una contaminazione persistente, pervasiva e pericolosa” ISDE Italia



1) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020L2184

2) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023;018

3) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2025;102

4) https://www.mammenopfas.org/

5) https://www.diocesivicenza.it/wd-appuntamenti/era-cosa-molto-buona-custodire-le-nostre-terre-salute-ambiente-lavoro/

6) https://prometeo.adnkronos.com/territorio/sentenza-miteni-pfas-veneto-disastro-ambientale/

7) https://www.iss.it/antea-il-progetto

8) https://veterinariaalimenti.sanita.marche.it/ARPAM-Rapporti-di-Prova-Acque-Potabili


venerdì 19 dicembre 2025

Jamal Taslaq, stilista famoso, all'UNILIT Vadese

 Jamal Taslaq, stilista famoso, all'UNILIT Vadese.

 

UNILT vadese che già da 26, anni cura la formazione degli adulti, con obbiettivi particolari quali l’aggregazione, la socializzazione, la cultura e la relazione, è collegata all’Università agli studi Carlo Bo di Urbino, col motto “Invecchia chi vuole invecchiare”. Nella stesura del programma si fa riferimento sia alla tradizione , sia all’innovazione, per cui si tengono lezioni multidisciplinari inerenti, religione, mitologia, costume, società, giurisprudenza, ambiente, intelligenza artificiale.

Gli iscritti territoriali sono intorno a 40, risultano molto interessati, partecipi intervenendo con domande e curiosità appropriate.

Oltre all’attività programmata, al fine di allargare l’offerta formativa, sono proposte anche corsi di ceramica, gli incontri presso l’Università di Urbino, visite guidate nella realtà del nostro territorio.

Infine sono stati stampati due libri “Appuntamenti dell’anima” e Itinerari dello spirito” di don Piero Pasquini, pubblicati nel 25.o di istituzione della sezione vadese.

Recentemente è intervenuto un famoso stilista a presentarci la sua attività. Si tratta di Jamal Taslaq, uno stilita famoso, di origine palestinese, conosciuto da Pina Dini, nostra corsista, e dai nostri amici di Senigallia, venuto appositamente da Roma per onorarci della sua presenza.

Taslaq è nato a Nablus nel 1970. Dopo il liceo, ha studiato design in Giordania. Partì per l'Italia nel 1990 dove studiò moda. Ha fondato il suo omonimo atelier a Roma nel 1999. Il suo lavoro è stato esposto a Fashion for Peace, Fashion in the Mediterranean, UNICEF fashion show per i bambini. Ha vestito personaggi famosi quali Rania di Giordania, Sharon Stone, Patty Bravo e altri personaggi famosi, nonché politici. Nella Settimana della Moda a Milano ha fatto sfilare un abito simbolico ispirato all’ulivo, albero millenario, radice di civiltà e simbolo di pace, accompagnato dalla parola “Umanità”. Con questo gesto, Jamal Taslaq ha voluto ricordare come la moda, oltre l’estetica, possa diventare veicolo di valori condivisi: la ricerca dell’armonia, la resilienza, il dialogo tra culture, l’importanza di un futuro che affonda le radici nella memoria. Sono stati invitati all’incontro i personaggi vadesi impegnati nel settore tessile e moda: ha aderito Pedini Valeria della ditta Trattamenti tessili, che si occupa di trattamento e colorazione dei tessuti e capi di jeans, con l’assessore alle attività produttive Lucia Dini. 

Quello che ci ha sorpreso è stata l’umiltà e la discrezione di questo stilista, la dimostrazione che la vera grandezza deriva dalla semplicità e contatto con la gente.
La platea è stata veramente entusiasta, lo ha dimostrato con interventi e numerose ed interessant domande, con scrosci di applausi. Nel finale sono state diverse le foto effettuate con i corsisti. Jamal è stato omaggiato di due libri con dedica, da parte del coordinatore Prof Benedetti Pietro e collaboratrice Brincivalli Annarita, a nome di tutti, di alcuni tartufi bianchi donati da Pedini Valeria.



sabato 2 agosto 2025

20.a Giornata del Creato

20.a edizione di settembre mese del Creato 

E’ stata lanciata dai vescovi italiani (CEI) l’iniziativa ecumenica di settembre del Creato. Siamo alla 20.a edizione promossa appunto nel 2005, ha attraversato ben 4 papi ed ora si presenta ricca di solleciti, contributi, sussidi, diversi per ciascuna delle 4 domeniche.

Tento un cenno ai Riferimenti Liturgici, che ciascuno di noi potrà leggere direttamente sul sito della Giornata del Creato, “Semi di Pace e di Speranza”. (1)

Nei suggerimenti per le omelie troviamo diversi spunti interessanti. Il 7 settembre con Luca 14, 25-35 si propone di rinunciare ai propri averi “appaiono uomini e donne che mostrano con la loro vita che è possibile accogliere e dare corpo anche a questa parola dura del Vangelo, ed è possibile qui e ora, per noi e non per altri. Ed è possibile farlo con la gioia nel cuore, come ha ben capito chi, indipendentemente dall’essere o meno battezzato, ritiene percorribile e auspicabile un cammino di decrescita felice(2). Papa Francesco nella Laudato sì, sottolinea “E’ importante accogliere un antico insegnamento, presente in diverse tradizioni religiose e anche nella Bibbia . Si tratta della convinzione che “meno è di più”

Per il 14 settembre l’Arcivescovado per le Chiese ortodosse russe in Europa Occidentale propone il Metropolita Kallistos Ware che scriveva: «Il nostro Salvatore è venuto a redimere, non solo l’umanità, ma l’intera creazione. Siamo davvero consapevoli di questo? Ricordiamo che non siamo salvati dal mondo, ma con il mondo?» i nostri giorni siano pieni di piccoli semi: una parola gentile, un gesto di cura verso un albero, un incontro che riconcilia, un sorriso che consola. In questi semi c’è già il Regno, nascosto ma vivo.

Il 21 settembre a cura di Ilenya Goss, pastore valdese presenta le parole del Salmo 112 dove troviamo consigli sull’uso della ricchezza in modo solidale e generoso.

La ricchezza di cui si parla è definita così non tanto perché sia stata guadagnata in modo disonesto,


ma per una duplice ragione: da un lato perché se osserviamo l’andamento economico del mondo vediamo oggi come ieri che la distribuzione è ingiusta, che la ricchezza è fonte di oppressione, causa fondamentale di sopruso, di distruzione di risorse sfruttate fino all’esaurimento e di tutti i danni che le attività umane su questo pianeta provocano; dall’altro perché l’attrazione per la ricchezza porta gli umani a mettere “Mamon”, il denaro, al di sopra del Signore,

Per il 28 settembre si propone San Giovanni Crisostomo, uno dei Padri e predicatori della Chiesa antica, il quale ci ricorda che non è sufficiente sfamare chi ha fame: occorre anche curarne le ferite. La vera carità non è un atto isolato o una semplice elargizione di beni, ma una relazione che si prende cura dell’interezza della persona, delle sue ferite visibili e invisibili, del suo bisogno di dignità e di amore.

Egli diventa anche simbolo della creazione sofferente: «La creazione attende con impazienza la manifestazione dei figli di Dio, perché la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla libertà della gloria dei figli di Dio».

La pace nasce dal costruire relazioni giuste e solidali, non solo tra di noi, ma anche tra l’uomo e la natura, riconoscendo in essa un dono sacro che ci è affidato per custodirlo e amarlo. La speranza si alimenta ogni giorno nei piccoli gesti: vivere con sobrietà, evitare gli sprechi, tendere la mano a chi è nel bisogno, con misericordia e attenzione.

Oltre alle proposte per le omelie vi troviamo Materiali per la didattica per bambini piccolissimi per fino a 6 anni, per la scuola primaria, per le medie, per le medie superiori per l’università, diversi tutti per le 4 giornate.


Numerosi i materiale di approfondimento. Si parla di Transizione energetica sostenibile Dobbiamo renderla "socialmente desiderabile” (A.Langer) senza dimenticare che c’è anche il rischio di “vincere lentamente, che equivarrebbe a perdere” (A.Steffen). Neanche la digitalizzazione aiuterà la transizione energetica, né quella ecologica, visti gli enormi aumenti di consumi energetici che serviranno per sostenere le società delle reti digitali, e tanto meno quella sociale, come dimostrano le diseguaglianze crescenti e il potere immenso che va concentrandosi nelle mani di pochi ricchi Comunità energetiche rinnovabili e solidali

Nel Laboratorio di formazione proposto dalla CERs si sostiene che una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è una forma partecipativa volta a promuovere lo sviluppo, la produzione, il consumo e la condivisione di energia prodotta da fonti rinnovabili con l’obiettivo principale di fornire benefici economici, sociali e ambientali al territorio in cui opera.

L’altro laboratorio propone un percorso sulla forza della crisi climatica che si traduce in siccità e inondazioni, perdita di biodiversità e aumento delle temperature, inquinamento dell’aria e dell’acqua (3) e consumo di suolo, le guerre in atto in diverse zone del pianeta, evidenziano la responsabilità (4) degli esseri umani nel contribuire agli abusi nei confronti dell’ambiente che ricadono sui più fragili e provocano forme di “deterioramento della qualità della vita umana e di degradazione sociale”.

Inoltre si propone il Tempo del Creato per rinnovare la nostra relazione con il nostro Creatore e tutto il creato attraverso la celebrazione, la conversione e l’impegno insieme. Uniti ai nostri fratelli e sorelle nella famiglia ecumenica nella preghiera e nell’azione per la nostra casa comune. Il Tempo inizia il 1° settembre, Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, e termina il 4 ottobre, Festa di San Francesco d'Assisi.

Siamo arrivati alla 20.a edizione del settembre mese del creato voluto dai vescovi italiani assieme


alla chiesa ortodossa e protestante, per parlare, pregare, riflettere sul Creato nel senso più integrale possibile. Ora tutto questo dovrebbe essere un grido all’unisono udibile in tutte nostre chiese, parrocchie, diocesi. Eppure non è così. Le difficoltà più grosse si incontrano proprio sulle parrocchie che recepiscono questi messaggi con difficoltà, non ne vogliono parlare perché si rischia di essere tacciati da ambientalisti, perché le iniziative rischiano di sfociare nel sociale, perché questo non c’entra con la preghiera, c’è la paura della deriva panteistica. Eppure per il tempo del creato si fa riferimento al messaggio di Giovanni Paolo 2.o del 1990 “Pace con Dio Creatore , Pace con il creato”. Un testo con una carica educativa notevole, nel quale papa Wojtyla afferma: ”E’ il rispetto per la vita e, in primo luogo per la dignità della persona umana, la fondamentale norma ispiratrice di un sano progresso economico, industriale, scientifico.”; c’è “l’urgente necessità morale di una nuova solidarietà” e “l’urgente bisogno di educare alla responsabilità ecologica”. “La crisi ecologica-ripeto ancora-è un problema morale” e dove fare scuola di morale se non nelle nostre parrocchie?

1) https://unedi.chiesacattolica.it/giornata-del-creato-2025-2/

2) https://decrescitafelice.it/

3) https://www.dizionariodottrinasociale.it/Voci/La_gestione_delle_risorse_idriche_e_il_contributo_della_Chiesa.html

4) https://www.dizionariodottrinasociale.it/Voci/Cambiamento_climatico_e_sviluppo_umano.html


sabato 19 luglio 2025

MORALE ECOLOGICA

 

MORALE ECOLOGICA


Questi giorni in fatto di ecologia integrale, si sono aggiunti tasselli importanti.

Il Dicastero per il culto ha pubblicato la decisione di inserire nel Messale Romano il nuovo formulario della “Messa per la custodia della della creazione”. Il decreto (1) contenete anche le letture bibliche inizia con la frase di S. Agostino nelle Confessioni: “Le tue opere ti lodano, affinché ti amiamo e noi ti amiamo affinché ti lodino le tue opere”. Una iniziativa voluta da Papa Francesco e promulgata da Papa Leone 14.o, che l’ha celebrata, per la prima volta, il 9 luglio nel suo periodo di vacanza a Castel Gandolfo.

Fra le letture proposte spicca il vangelo di Matteo 6, 24-34 “… Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre...Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?” Un messaggio di fede nella Provvidenza del Dio Creatore. Il santo Padre ha aggiunto nell’omelia (2) “Tanti disastri naturali che ancora vediamo nel mondo, quasi tutti i giorni in tanti luoghi, in tanti Paesi, sono in parte causati anche dagli eccessi dell’essere umano, col suo stile di vita. Perciò dobbiamo chiederci se noi stessi stiamo vivendo o no quella conversione: quanto ce n’è bisogno!... in un mondo che brucia, sia per il surriscaldamento terrestre sia per i conflitti armati, che rendono tanto attuale il messaggio di Papa Francesco nelle sue Encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti. Possiamo ritrovarci proprio in questo Vangelo, che abbiamo ascoltato, osservando la paura dei discepoli nella tempesta, una paura che è quella di larga parte dell’umanità. Però nel cuore dell’anno del Giubileo noi confessiamo - e possiamo dirlo più volte: c’è speranza!...”

Papa Leone ha appena pubblicato, anche il messaggio (3) per la 10 giornata per la Cura del Creato sul tema “Semi di Pace e di Speranza”; questo messaggio accompagnerà le iniziative ecumeniche promosse dalla CEI del tempo del Creato che ha raggiunto la sua 20.a edizione sulla quale ritorneremo a parlarne.

Papa Prevost afferma: “Ovunque l’ingiustizia, la violazione del diritto internazionale e dei diritti dei popoli, le diseguaglianze e l’avidità da cui scaturiscono producono deforestazione, inquinamento, perdita di biodiversità. Aumentano in intensità e frequenza fenomeni naturali estremi causati dal cambiamento climatico indotto da attività antropiche (cfr Esort. ap. Laudate Deum, 5), senza considerare gli effetti a medio e lungo termine della devastazione umana ed ecologica portata dai conflitti armati. Sembra che manchi ancora la consapevolezza che distruggere la natura non colpisce tutti nello stesso modo: calpestare la giustizia e la pace significa colpire maggiormente i più poveri, gli emarginati, gli esclusi.


È emblematica in tale ambito la sofferenza delle comunità indigene. E non basta: la natura stessa talvolta diventa strumento di scambio, un bene da negoziare per ottenere vantaggi economici o politici. In queste dinamiche, il creato viene trasformato in un campo di battaglia per il controllo delle risorse vitali, come testimoniano le zone agricole e le foreste divenute pericolose a causa delle mine, la politica della “terra bruciata”, i conflitti che scoppiano attorno alle fonti d’acqua, la distribuzione iniqua delle materie prime, penalizzando le popolazioni più deboli e minando la stessa stabilità sociale.”

Non è certo questo, il compito cristiano del coltivare e custodire la terra. La giustizia ambientale rappresenta una immanente necessità che non è solo tutela ambientale, ma anche giustizia sociale, economica, antropologica. La cura del Creato dove i più deboli subiscono i danni devastanti dei cambiamenti climatici, della deforestazione, dell’inquinamento, diventa necessaria per passare ai fatti, proprio per il nostro credo in Dio Creatore.

“Lavorando con dedizione e con tenerezza si possono far germogliare molti semi di giustizia, contribuendo così alla pace e alla speranza.”


1) https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/07/03/0469/00856.html

2) https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2025/documents/20250709-omelia-custodia-creazione.html

3)
 
https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/creation.index.html


lunedì 23 giugno 2025

La partecipazione dei cittadini. Una chimera sempre più lontana?



La partecipazione dei cittadini. Una chimera sempre più lontana?

Nel corso di quest’ultimo anno sono stati depositati presso il Ministero dell’Ambiente, progetti per 236 aerogeneratori alti ben 200 m, disposti lungo l’appennino umbro marchigiano, di cui 107 nelle Marche. Sono i dati dei ragazzi della TESS (1) che seguendo tutti i procedimenti sui portali del MASE, delle regioni e province interessate, riportano con precisione meticolosa.

Ho partecipato all’inchiesta pubblica voluta dal sindaco di Apecchio PU, perché nel suo territorio sono previsti ben 3 impianti eolici, alcuni dei quali hanno localizzazioni coincidenti per gli aeromotori. Ho avuto modo di sentire le osservazioni debitamente registrate e dichiarate, di chi è il proprietario dei terreni, delle case interessate. Una signora, piangente e arrabbiata, è intervenuta sostenendo che a fatica è riuscita a sistemare la sua antica casa del ‘600 e vedeva passeggiare nel suo cortile i tecnici dell’impianto senza essere informata di nulla; un agricoltore aveva trovato nei suoi campi dei fuoristrada riconducibili alla ditta eolica; un giovane che sta sistemando la casa dei nonni per venire ad abitarci, vedeva nella vicina strada tecnici che telemetravano. Eppure nessuno è stato avvertito di quello che dovrebbe avvenire.

Ho sentito il sindaco di Mercatello sul Metauro PU, indignarsi perché sul suo territorio convergono tutte le linee elettriche degli impianti circostanti. Ha avuto la sfortuna di avere inserito ai confini con l’Umbria, una sottostazione a 132 mila volts, che permette così il convogliamento, come un hub unico, dell’elettricità prodotta. Terna proprietaria della stazione, aveva garantito che non avrebbe ingrandito, che anzi avrebbe mitigato con alberatura (non attecchita); l’elettricità arriverà anche dall’Umbria, dalla Romagna e dalla Toscana che ha deciso un parco eolico senza consultarli; alcuni aeromotori, coincidono col metanodotto Brindisi Minerbio e con la ormai famosa strada Fano Grosseto, tutte opere che sconvolgeranno i bellissimi territori dell’appennino centrale. Il tutto metterà in discussione la bandiera arancione, che questa cittadina ha faticosamente conquistato e i vari enti coinvolti dimostrano così di non parlarsi.


L’accesso agli atti detenuti dalle amministrazioni, ha dimostrato che la produzione eolica è troppo bassa nell’appennino marchigiano, non conveniente, perché non raggiunge il limite delle 2000 ore equivalenti. Infatti l’unico impianto esistente da 10 Mw in comune di Apecchio, ha dimostrato che in 9 anni di funzionamento, senza togliere l’energia di autoconsumo, ha raggiunto una produzione media di 1817 ore eq. all’anno, come se funzionasse ininterrottamente per 2,5 mesi alla massima potenza. Ci si chiede quindi perché non dare i contributi sull’energia prodotta, invece che, come avviene, sulla potenza installata?

Cosa sta accadendo? Il decreto sulle energie rinnovabili del 2003 (2) è stato modificato il 25 novembre 2024 nell’art. 12 che definiva alcune direttive di comportamento in merito agli impianti rinnovabili. La parte che prevedeva il rispetto degli aspetti storici, culturali, ambientali e paesaggistici è stata decisamente tolta, così come è stata eliminata la frase “svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalità stabilite dalla L. 241/90”. A dire la verità questo non è che sia molto importante, dato che tale norma non solo dispone l’accesso agli atti, bensì anche tutte le procedure delle conferenze dei servizi che regolamenta. All’articolo 7, è ben citato che qualora l’amministrazione ravveda "altri interessati" quali vicini, confinanti ed espropriandi, questi devono essere avvisati del procedimento, come il committente. Le tavole catastali richieste al progettista dall’ente, permettono di riconoscere tutti i nominativi interessati. La scelta voluta dal governo, per favorire l’ingresso dei privati nella produzioni di rinnovabili, sta calpestando proprio il diritto partecipativo.

Si sta trasgredendo anche la legge che applica la Convenzione di Aarhus (3), che dichiara oltre l’accesso alle informazioni ambientali, alla giustizia amministrativa agevolata, la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali che influiscono sull’ambiente.


Lo strano è, che se si va sul sito del MASE (4), lo stesso che autorizza questi mega impianti, a proposito, si può leggere: “La Convenzione di Aarhus rappresenta il principale strumento internazionale giuridicamente vincolante di attuazione e implementazione dell’idea di democrazia ambientale, collegando i diritti ambientali e i diritti umani. Introducendo tale collegamento diretto, la Convenzione di Aarhus rappresenta la più compiuta codificazione dei diritti di partecipazione del pubblico in materia ambientale a livello internazionale. L’articolo 1 “Per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere, ciascuna Parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale in conformità delle disposizioni della presente convenzione” contiene l’impegno a garantire alle generazioni presenti e future il diritto di vivere in un ambiente salubre, insieme a tre diritti ambientali procedurali: l’accesso alle informazioni ambientali, la partecipazione pubblica e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.”

Se vogliamo essere più approfonditi, possiamo scaricare il rapporto sulla attuazione della convenzione di Aarhus (4), il quinto disponibile, vi possiamo leggere che le norme che la rendono operativa sono la L. 241/90 nominata ben 11 volte, nonché il D.L.vo 195/2005 (5) sull’acceso ai dati ambientali, citato 8 volte. Quindi il tutto conferma l’applicabilità dell’art. 7, su scritto.

Eppure i diritti partecipativi rientrano nella grande schiera dei diritti umani.

1) https://www.coalizionetess.com/

2) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003;387

3) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-03-16;108!vig=

4)https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/2021-0611_quinto_aggiornamento_aarhus-pdf

5)https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-08-19;195%21vig=

sabato 17 agosto 2024

Carissimo consigliere regionale Giacomo Rossi

Carissimo consigliere regionale Giacomo Rossi,

leggo con rammarico che continui ad affermare che le guardie volontarie sono degli sceriffi. Non ti è bastato dirlo in aula regionale, lo scorso anno, assieme al consigliere Cancellieri Giorgio.
Imperterrito continui a mettere in discredito l’attività di tutti i volontari che si occupano di far rispettare le leggi che tutelano l’ambiente nel suo complesso.
Siete stati così bravi da non approvare neanche il corso GEV effettuato con l’Università di Urbino, per un cavillo di parole sostenuto dalla Provincia di Pesaro, quando questa già dal 2015 (1) non poteva più fare corsi di formazione, perché tali compiti erano ritornati alla Regione.

La vigilanza volontaria è riconosciuta da leggi statali dal lontano passato, perché si riconosceva da allora l’importanza del servizio delle guardie nei rispettivi compiti: la pesca dal 1931, la zoofila dal 1913, le erbe officinali dal 1931, per finire la caccia dal 1992, i tartufi dal 1995, i funghi dal 1985.
Il servizio che si effettua è riconosciuto di pubblica utilità (2) ed ogni interruzione o turbamento è punito col il 340 del codice penale (3) . Addirittura nella zoofila e nella pesca abbiamo le funzioni di polizia giudiziaria. Ciò significa che se non facciamo rispettare le norme trasgredite, possiamo essere accusati di “omissione di atti di ufficio”. Qualche sindaco me lo ha detto apertamente: “Quando andate in vigilanza prima avvisate, poi se ci ritornate e non è a posto sanzionate”. Ma non è così , specialmente se ci sono persone, se la trasgressione è evidente.
Questa tua cocciuta insistenza sui sceriffi, ci mette in cattiva luce; ci hai pensato che può essere motivo per aumentare i rischi che andiamo ad incorrere durante i servizi?
Qualche giorno fa in un’area riservata di raccolta tartufi un bracconiere ci ha spintonato, alzato contro la vanghella, scagliatoci contro la cancellata e non ha voluto fornirci i suoi dati né quelli dei suoi cani. E noi lì a far rispettare le norme, che regolano prima di tutto il nostro vivere civile.

Per il 2023 sono stati inviati al Questore i seguenti servizi: con attive 18 guardie, 321 servizi per 963 ore complessive. Hanno percorso 11376 km, controllato 20 persone ed effettuato 13 verbali amministrativi per un importo totale di 3748,75 €. Come fai a continuare nel dire che siamo sceriffi?
Controlliamo il territorio questo sì! Non ho chiesto 30.000 euro alla Regione. Quello è il contributo da voi dato alla Provincia per la formazione delle guardie (tutte) che la stessa non può più fare. Gustoso, no! Chiederò con accesso civico per capire che fine hanno fatto. Ho invece richiesto alla Regione il rimborso di 5000 euro di benzina questo sì. Parli delle GEV, ma vorrei ricordarti che la loro istituzione con legge regionale è servita alla Regione per dimostrare di garantire la vigilanza ambientale richiesta dall’Unione Europea. La stessa norma prevede il finanziamento delle GEV, anche il vestiario, il materiale, le assicurazioni che stiamo pagando tutto noi (4) , col contributo del 5x1000 che la gente ci da , riconoscendo il nostro servizio; quest’anno è arrivato a 3420 euro. 
Sei riuscito a dare alla speleologia 40.000 euro perché era una legge che finanziava la Regione, perchè quella delle GEV no? Il tuo ufficio è stato il primo contattato per la modifica della legge, tanto speravamo in te!
Ti abbiamo aiutato per le leggi dei funghi e tartufi che hai entrambe dovuto correggere, anche se le sanzioni sono rimaste abbassate (5). Continuerai a darci dei sceriffi? Nel caso useremo la pazienza e li metteremo tra i tanti ragli che trasgressori, antagonisti, superficialoni, ci scagliano contro.