lunedì 18 ottobre 2021

Quattro puntate a proposito del Lago sul Candigliano

 Quattro puntate a proposito del Lago sul Candigliano.

Il progetto


Siamo ormai in autunno, la calura estiva si è smorzata l'emergenza acqua è rientrata. Vi vorrei proporre, diciamo così , a puntate, la problematica del lago che l'AATO vorrebbe realizzare sul Candigliano. Per discuterne, per far sapere dati e problematiche. L'acqua sarà sempre più un problema futuro, è una risorsa non rinnovabile; è stata , è e sarà sempre quella quella utilizzabile dalle acque: lo 0,26 % di tutta quella disponibile.
Veniamo al lago sul Candigliano. Con una delibera del 22 febbraio scorso sono stati fatti studi di fattibilità di bacini in tutta la provincia, si sono ripresi progetti già presentati, si richiamano con una disanima "a volo d'uccello" gli studi fatti da Raimondo Selli degli anno '50, dove vi dedicò ben 4 righe del suo libro.
All'altezza del mulino Brincivalli tra Bacciuccheto e lo sprone montuoso che scende da Col Rosso, lungo la sp 90 dei Gratticioli, vorrebbero fare una diga, anzi lo studio è di due dighe distinte in terra battuta: la prima alta 40 m raccoglie un bacino di 8,3 Mm3 (milioni di metri cubi) ed una superfice di 506000 m2 (metri quadri); la seconda con una diga alta 50 m, un bacino di 13,8 Mm3 e una superfice di 708000 m2. E' prevista la connessione con il potabilizzatore di Pole, con una tubazione che seguirà tutto il Candigliano fino all sp di Piobbico passando per il passo di Cà Marcuccio. Il fatto è che le perdite di rete nella nostra provincia sono esattamente di 1/3 , 32% dati ISTAT 2019. Ma il gestore non vuol sentire di percentuali e parla di perdite lineari che sono di 7,17 m3/km*g, che moltiplicati ai 5600 km di reti della ns. provincia per i 365 giorni dell'anno, equivalgono pressocchè alla capacita' del lago più grosso sul Candigliano...
 
Impatto ambientale 
 

 
 Le perdite sono fisiologiche, sostengono, ma affermano una vera e propria balla. Sempre l'ISTAT ci dice che Macertata Marche è tra le più virtuose d'Italia, con l'8,6 % di perdite, fa da sponda a tutta la Germania che ne ha solo il 7%. Se andiamo su https://www.openpolis.it/.../quanta-acqua-potabile-si.../ possiamo vedere che Mercatello sul M. perde 66,86%, Apecchio 55,86%, S.Angelo in Vado 41,25%, Urbino 58,3%, Urbania 38,69%, Fermignano 45,53%, Cagli 49,03%...
Vediamo ancora questo lago. In sponda sinistra, confina con Mercatello sul Metauro mentre in destra con Apecchio e Città di Castello. Mi sarei aspettato che questi due sindaci avessero informato i propri cittadini, ma ben poco è stato fatto: Apecchio ha tentato un consiglio comunale allargato, che è stato rinviato. Mercatello niente, nonostante il sindaco sia anche presidente dell'Unione montana di Urbania. Qui in sindaco è anche Presidente AATO, ma in tutta questa estate non un parola non un riferimento, da chi dirige l'organo di controllo dell'acqua pubblica.
Dal punto di vista effettivo il lago va insistere per 2,8 km di lunghezza su una valle vergine, dalla natura incontaminata, inacessibile se non attraverso lo stesso alveo fluviale. Era chiamata la valle dei mulini e faceva ben 1300 abitanti nel periodo bellico.
Dal Sit del Comune di Mercatello vediamone le sue principali caratteristiche. Vi sono una serie di frane, seppure a rischio moderato, sono state tutte censite dall'organano nazionale competente e sono lì ferme basta non sollecitarle. 
 

 
Vi è un'area a forma di cuore (rosso) di "eccezionale valore geologico" Intorno l'area demaniale a tutela integrale. Presenza di crinali (arancio) e pendenze (verde) elevate. Infine la sismicità del luogo è più che evidente, tanto che a 500 m dalla diga, sopra Ca Bicchi il 15 settembre alle ore 23,03 c'è stata una scossa di terremoto che è stata sentita in più province...
 

Aspetti naturalistici

Come vi dicevo siamo in una valle non percorribile se non attraverso lo stesso letto fluviale. Negli anni '80 vi portai diversi gruppi scouts e l'assessore provinciale all'ambiente Tagliolini Luigi. E' notevole quindi l'interesse ambientale e naturalistico di quel tratto interessato dal lago per 3 km circa, del persorso fluviale. Veniva chiamata la valle dei Mulini per gli innumerevoli opifici distribuiti lungo il tratto fluviale e nei torrenti che lo alimentano. Fra tutti proprio sotto la diga c'è il mulino Brincivalli, unico ad essere inserito nel PPAR; proprio sotto l'omonimo ponte, abbiamo il mulino del Broccolo, con la traversa realizzata su una balza di circa 4 m, e con il suo canale in parte pensile; il mulino di Frigino sulla coda del proposto lago, sotto la strada che scende da Valpetrosa; più avanti il mulino di Caromanno, poi i mulini di Botina , il mulino Dante, il mulino di Scalocchio dove il parroco negli anni '60 ci montò una turbina per produrre elettricità che alimentava la prima tv in b/n utilizzata per la scuola dei ragazzi che orbitavano nei dintorni della parrocchia.

Sempre sulla coda del lago abbiamo la formazione di ansa enorme molto più grande della piazza di Sant'Angelo in Vado, suggestiva per il senso di grandezza e spettacolarità del luogo. Lungo il tratto è facile trovate le tane dei granchi di fiume che scavano l'argilla; le rocce sono infatti marne argillose e areniti in strati, con suggestivi decorazioni nel passaggio tra una strato e l'altro. 

 

Altra particolarità ambientale visibile dal ponte del Broccolo verso monte, è la presenza di questi strati di marne e areniti orizzontali, che nei giro di 800 metri passano a diventare verticali e poi ancora orizzontali; segno di stess geologico notevole. Gli stessi strati verticali sono visibili sia sul sentiero che dalla Metola va verso Cottriolo (antica strada medioevale) (le creste del Drago) e sulla sponda del fiume Metauro. Ricordo la presenza di una linea di faglia che passa proprio lì vicino (scossa del 15 settembre). 

 

Numerose le sorgenti di acqua solfurea presenti lungo il tragitto, di cui una proprio sotto il ponte del Broccolo ed esce da uno scoglio semisommerso. La presenza di queste sorgenti è indice appunto, di contesti geologici con deformazione fragile diffusa e o interessati da fenomeni gravitativi. E' una valle ricchissima di alberi di cui diversi sono frutto di rimboscimenti effettuati dai proprietari poderali, con vincoli da 90 o 100 anni.

 L'eventuale realizzazione del lago dovrebbe richiedere l'abbattimento di migliaia di essenze vegetali, mettendo a nudo gli strati di marna cedevole soggetta a facile erosione, con notevole produzione di fango. 

 

 Le ns. proposte.

Le proposte che vi presenterò nascono da leggi in vigore, poi vi indicherò quella realizzata da Progetto Acqua di Urbania che condividiamo in diverse associazioni ambientali.

La normativa in vigore oggi è la cosiddetta legge Galli (L. 36/1994), che ha istituito allora gli AATO, il Servizio Idrico Integrato ed i gestori. L’art. 5 è dedicato al risparmio idrico ed in prima battuta riporta già da allora:

  1. risanamento e graduale ripristino delle reti esistenti che evidenziano rilevanti perdite”;

  2. installazione di reti duali nei nuovi insediamenti abitativi, commerciali e produttivi di rilevanti dimensioni”;

  3. installazione di contatori in ogni singola unità abitativa nonché di contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano”. Questa indicazione è anche inserita nella legge Merli del 1979 (contabilizzazione della risorsa), confluita successivamente nel Testo Unico Ambientale del 2006. Eppure la Regione Marche deve ancora obbligare le concessioni irrigue all’installazione dei misuratori. Ricordo che l’agricoltura è il settore che ha il più alto consumo di acqua (60-70%).

Per riassumere non è possibile che nel 2021 si abbia in tutta la provincia il 32% di perdite nella rete acquedottistica e che ancora non sia data l’esecuzione a quanto chiede la legge Galli. La realizzazioni delle rete duali serve a separare le acque piovane, dalle cosiddette acque nere per un possibile recupero delle prime . Una responsabilità che grava sui politici di allora fino a quelli di oggi.

Nella finanziaria del 2008 al comma 288 è riportato: “A decorrere dall'anno 2009, ... il rilascio del permesso di costruire è subordinato alla certificazione energetica dell'edificio, ..., nonché delle caratteristiche strutturali dell'immobile finalizzate al risparmio idrico e al reimpiego delle acque meteoriche.” In sostanza nelle nuove case energetiche di classe A (basso consumo) è previsto il recupero delle acque piovane e sistemi di risparmio dell’acqua. Nessun PRG comunale l’ha inserito; basterebbe anche laddove possibile, l’installazione di serbatoi di accumulo nelle abitazioni che mediamente garantiscano anche una settimana di autonomia. 

 

 

Infine una parola per la qualità di queste acque e della trasparenza dei dati, anche questo rientra nei criteri di acqua bene comune. Proprio questi giorni (24/09/2021) la Ue ha elevato una sanzione all’Italia per fogne e depuratori, per il mancato rispetto della riduzione di fosforo ed azoto (direttiva CEE 91/271). La sanzione ha rilevato per la quarta volta la mancata attuazione della direttiva in 600 zone diverse d’Italia e nelle Marche anche a Pesaro e Urbino. La stessa direttiva nel suo allegato 2, chiede per le acque superficiali destinate alla potabilizzazione (da noi l’85% dell’acqua potabile proviene dai fiumi), la realizzazione di aree sensibili con la conseguente riduzione dei carichi inquinanti, mai attuata. La pubblicazione dei dati è indispensabile e dei dati ambientali fra i quali rientra l’acqua è espressamente richiesta dal 2005. Eppure l’AATO non pubblica tutti i dati che ha , il gestore che dichiara di fare 380 analisi al giorno manda un riassunto nella sola bolletta (le analisi dell'acqua potabile dei comuni marchigiani https://veterinariaalimenti.sanita.marche.it/ARPAM-Rapporti-di-Prova-Acque-Potabili ). Ciò impedisce ai cittadini interessati e alle associazioni ambientali riconosciute, portatrici di interessi collettivi, di raffinare le loro ricerche al fine di fare osservazioni puntuali e collaborative. Il problema dell’acqua merita il nostro interessamento perché sarà l’eredità che lasceremo ai nostri discendenti.

Per visionare la proposta dei laghi in rete di Progetto acqua , vi metto il link http://www.retelaghi.it/

 



 

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