martedì 21 maggio 2024

La nuova Fano Grosseto sotto la lente della Commissione di Aarhus

 La nuova Fano Grosseto sotto la lente della Commissione di Aarhus

Mercatello sul Metauro è un piccolo paese dell’entroterra urbinate, a 430 metri di quota ed a ridosso della dorsale appenninica centrale. Chi arriva in questa piccola città di 1360 abitanti, non può che notare l’operosità dei suoi cittadini per proporre il loro territorio: Bandiera arancione del Touring club per la qualità turistico-ambientale, bandiera Gialla per accoglienza e servizi al turismo in movimento, targa de I borghi più belli d’Italia. Vanta anche l’esser stato paese natio di Santa Veronica Giuliani, dottore della Chiesa e di Santa Margherita della Metola, protettrice delle persone diversamente abili.

Eppure una spina nel fianco ce l’ha: la grande incompiuta, la superstrada Fano Grosseto.

Iniziata nel 1990 con il ministro Prandini, realizzata con poco rispetto ambientale, il fiume diventava color latte per oltre 20 chilometri fino ad Urbania; la ditta di allora finì in tribunale, il WWF si costituì parte civile, ma il direttore dei lavori patteggiò. La strada riprese qualche anno dopo, per alcuni chilometri fermandosi alle porte del paese, in una strettoia difficilmente risolvibile, con una rupe sovrastante su cui è alloggiato l’acquedotto cittadino ed un precipizio sul fiume.

Oggi c’è un tentativo di apertura, ma in modalità cantiere, in un solo senso di marcia (verso l’Umbria) per soli 2000 auto giornaliere, con la strada del tratto umbro, non autorizzata per i lavori, dalla provincia di Perugia, perché a carreggiata troppo stretta. La piccola strada comunale della Guinza, diventerà la Fano Grosseto che si verserà al centro di Mercatello, sulla statale 73 bis.


Il fatto è che per questo nuovo progetto voluto dall’attuale Giunta Regionale, ha attuato un tracciato diverso dal progetto iniziale. L’Anas, che dirige i lavori, ha già fatto nuovi espropri: una casa abitata si trova col terreno requisito dal vecchio tracciato nella parte superiore ed davanti preso dal nuovo progetto. Non sono state tenute in conto le osservazioni effettuate, anzi non figurano affatto negli atti. Un altro proprietario ha proposto, al taglio di oltre 100 piante centenarie, di spostare a monte la nuova strada “Tanto la proprietà è sempre la mia, salviamo le piante” ha detto ai tecnici Anas intervenuti sul posto. Inascoltato!

Così alcuni abitanti di Mercatello, interessati al proprio territorio, si sono riuniti in comitato, Voci dalla Valle, hanno fatto incontri gremitissimi di persone, anche di altre cittadine limitrofe e hanno preso in considerazione di appellarsi alla Commissione di Aarhus presso la corte dei diritti dell’Uomo dell’ONU a Ginevra (1). 

A metà di giugno avranno una videoconferenza proprio con la Commissione per difendere il loro diritto partecipativo. A dirla tutta la Convenzione di Aarhus, è stata recepita in Italia come legge, nel 2001 ed in Europa come direttiva con proprio regolamento del 2006 e prevede, oltre l’accesso alle informazioni ambientali e alla giustizia amministrativa facilitata, anche la partecipazione dei cittadini ai piani e atti che coinvolgono l’ambiente, prima che questi terminino l’iter.

Tutto questo però risulta poco considerato da qualsiasi amministratore e manca da parte loro, una vera abitudine al confronto con i cittadini.

Ecco che allora, sempre Mercatello sul Metauro, è interessato dal metanodotto Brindisi Minerbio, nel tratto Foligno Sestino (2), che taglierà perpendicolarmente proprio il tracciato della Fano Grosseto.

Il gestore idrico Marche Multiservizi, ha proposto la realizzazione di un lago per fini potabili, proprio nel confine di Mercatello con l’Umbria. Diverse scosse di terremoto, con epicentro nei pressi della presunta diga, pare che abbiano fatto rinunciare al progetto (3).

Un impianto eolico a Sestino (AR) interessa diversi comuni compreso Mercatello. Sono 6 aeromotori con colonna da 125 metri di altezza e pale da 77 metri con potenza da 5 Milioni di Watt ciascuno (4).

Tutto questo contro 1360 abitanti nell’entroterra urbinate, nascosti tra le pieghe dell’Appennino; cosa può tutelare questi cittadini, se non la partecipazione, espressa dalla convenzione di Aarhus?



1) https://unece.org/env/pp/cc/pre.accc.c.2024.209_italy

2) http://www.ato1acqua.marche.it/atomarchen1/po/mostra_news.php?id=55&area=H

3) https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/160

4) https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/10497/15536

Foto tratte dalla Pagina FB di Voci della Valle; cartellonistica da Google Maps

 

 

lunedì 20 maggio 2024

Pentecoste alla Madonna dei Sodi per la discarica di Riceci


Pentecoste alla Madonna dei Sodi per la discarica di Riceci

Domenica 19 maggio si è tenuto un incontro per sensibilizzare sulla situazione della discarica di Riceci. Proposto e condotto dal Movimento per la Laudato si. Si tratta di una organizzazione mondiale cattolica nata a seguito dell’Enciclica di Papa Francesco.

Il circolo Laudato sì di Pesaro, animato da Elisa Borselli, ha sollecitato un incontro presso l’edicola della Madonna dei Sodi, arrivandoci a piedi dalla antica parrocchia di Riceci che prima del 1954 era il riferimento spirituale per gli abitanti del Gallo. A condurre questo percorso c’é stato il vescovo di Pesaro Sandro Salvucci. Tantissime le persone presenti da riempire tutto il piazzale dell’edicola. Mons Salvucci ha officiato la santa Messa animata, dal coro di Sant’Angelo in Lizzola e dai ragazzi della parrocchia del Gallo.


Nell’omelia il vescovo ha fatto diversi riferimenti allo Spirito della Pentecoste e come questo è sceso a rinnovare la terra; una terra alle prese con la guerra, distruzioni, alterazioni ambientali. Ha messo in evidenza il motto francescano “Laudato sì per tutte le tue creature”, e che dobbiamo lodare Dio per riconoscerlo nelle sue creature. Lo Spirito che con un soffio crea e che ci guida alla verità, più vuoi essere un uomo felice e più la devi possedere. Satana il nemico, ci illude facendoci credere dei piccoli padroni del mondo, vogliamo possedere e accumulare denaro e se c’è qualcuno di ostacolo, nasce la violenza che tende ad eliminare. Lasciatevi guidare dallo spirito di verità, alle opere della carne si oppongono le opere dello Spirito, L’amore è un dono non un possedimento, è una grazia dono dello Spirito e i doni di Dio sono per tutti. E’ necessario abitare la terra con rispetto, pensando anche cosa lasciamo alle generazioni future e siamo fatti per vivere come fratelli. E’ la seconda volta che il vescovo viene alla madonna dei Sodi e aggiunge che questo luogo sia un presidio per la tutela e rispetto del creato, impariamoci a rinnovarci in tal senso è questo lo Spirito che rinnova.

Puoi cambiare il mondo partendo dai tuoi stili di vita personali abitudinari. Proviamo a migliorali con piccoli gesti domestici; sono piccole gocce di vita nuova e di speranza. Se ognuno di noi fa qualcosa potremo fare tutti molto.

Interessanti anche le intenzioni dei fedeli proposte dai ragazzi: non pensiamo di confinare la natura nel nostro giardino; impegniamoci nella ricerca di un modello veramente circolare di produzioni che ci assicuri risorse e preservi il patrimonio naturale per le generazioni future; non illudiamoci di poter sostituire una bellezza irripetibile e non recuperabile con un’altra creata da noi; la terra ci precede e ci è stata data. Le leggi possono essere redatte in forma corretta, ma spesso rimangono lettera morta o sono eluse con furbizia. Se i cittadini non controllano il potere politico nazionale, regionale, locale, neppure è possibile un contrasto ai danni ambientali.


I numerosissimi presenti hanno dimostrato di essere fedeli sensibili alla problematica della discarica. L’ecologia è una degli aspetti che via via sta prendendo corpo anche nei fedeli cattolici.

La partecipazione del pubblico agli atti e processi che coinvolgono l’ambiente è sancita da diverse leggi nazionali e europee. La convenzione di Aarhus è stata recepita come legge nel 2001ed ha tre colonne fondamentali: l’accesso all’informazione ambientale, la giustizia facilitata e la partecipazione del pubblico. Va infine ricordato, che la partecipazione fa parte della grande schiera dei diritti umani, che sono anche diritti etici.