Quando si abbatte un albero.
Abbattere un albero non è una operazione da prendere alla leggera. Solitamente, si dice, che di alberi ne abbiamo tanti, che un albero in meno non dice nulla e ovviamente con le dovute precauzioni, tagliare un albero è una operazione che si conclude in alcuni minuti.
Eppure va ragionata la cosa, soprattutto in questo periodo di crisi climatica, di aumento di anidride carbonica. Infatti le piante sono forti assorbitori di CO2, che assieme ai sali minerali, viene trasformata in zuccheri: i più semplici nei frutti che consumiamo: pere, mele, arance, limoni,ecc; ma anche il grano, mais, ceci, fagioli, ecc; per finire anche in quelli più complessi come la cellulosa, la stessa sostanza di accrescimento della pianta.
Oltre quindi a delineare un paesaggio, pensiamo agli antichi viali di campagna costeggiati da piante maestose, riescono con le radici a regolare il flusso idrico sotterraneo, riducono l’erosione del suolo, trattengono le frane, proteggendoci dalla siccità, generano un microclima soddisfacente, particolarmente evidente nei periodi estivi; riescono perfino ad assorbire le sostanze inquinanti dall’ambiente circostante, diventano essi stessi, un ecosistema che ospita numerosi esseri viventi. C’e chi ha fatto anche una valutazione economica dell’albero adulto abbattuto: col Metodo Svizzero Modificato 100.000 € (1) col metodo CAVAT 340.000 € (2)
Certamente in città , è più difficile la loro gestione, non solo per i fastidi che questi possono produrre: sollevamento del suolo da parte dell’apparato radicale, otturazione di sistemi smaltimento acque, rotture di muretti, riempimento delle grondaie con le foglie e pulitura conseguente delle aree sotto la chioma, rischio di crolli.
Il fatto è che in città aumentano le esigenze e le linee tecnologiche solitamente interrate chiedono il passaggio laterale effettuate con macchine a cingolo estrusore, che danneggia pesantemente gli apparati radicali, riducendo la capacità di ancoraggio al suolo dell’albero, che in caso di venti forti precipita a terra.
Quello che è più drammatico oggi, particolarmente nelle città e che non c’è una valutazione complessiva del verde urbano, su quale diciamolo, si opera solo a suon di motosega, senza pensare a valutazioni di variazioni climatiche, paesaggistiche, idrogeologiche e, essendo interventi di tipo ambientale, senza sentire almeno la popolazione del luogo.
E’ più facile far vedere una esecuzione interventista, da parte degli amministratori, abbattendo le piante, la cui tutela è passata alle regioni e da queste delegate alle Unioni Montane e uffici municipalizzati. La pianta abbattuta a Sant’Angelo è inserita nel PRG quindi non è solo sufficiente l’autorizzazione ai fini dell’abbattimento, ma anche a quella ai fini paesaggistici. Ad Urbania l’abbattimento dei tigli di via Mazzini è stata autorizzata con le motivazioni della legge regionale sulla forestazione (3) ma quelli avevano anche il vincolo ex Galasso (4) e quello idrogeologico (5) che devono essere autorizzati a parte. Con dichiarazione del geometra che non c’erano soluzioni alternative, (oggi basta dichiararlo no dimostrarlo). I 33 platani abbattuti lungo la ss 73 bis nel rettilineo di S.Maria del Piano, erano in pieno vincolo paesaggistico (6) e avrebbero dovuti essere autorizzati in tal senso. A Fermignano sono stati abbattuti pini con ordinanza di pericolosità, non sostenuta da una verifica strutturale dell’albero da parte di professionista abilitato. (7)
Quello che più indispone, è soprattutto l’incapacità di prendere provvedimenti seri; se c’è da abbattere ed è una giusta necessità, lo si deve fare, ma si deve saper garantire la piantumazione compensativa all’abbattimento, proprio pensando alle variazioni climatiche. Eppure ancora devono essere ripiantati gli 8 tigli della rotonda di ingresso a Sant’Angelo in Vado, i 34 alberi dati dall’ANAS per il taglio di alberi adulti lungo la pedementana per Lunano, ahimè concessi con taglie di poche annualità, piccoli insomma.
Vedremo anche quante piante piantumerà la Snam per l’abbattimento di milioni di alberi nel tracciato del metanodotto Sulmona Sestino.
Se le amministrazioni non si attiveranno in tal senso, non saranno mai di esempio per i cittadini.
1) https://www.agralia.it/quanto-vale-un-albero/
2) https://www.fondoforestale.it/ilblog/2025/08/05/valore-economico-alberi-urbani/
3) https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?arc=vig&idl=1455
4) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1985-08-8;431!vig=
5) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1923;3267



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