sabato 17 febbraio 2018

Sant'Angelo in Vado, incontro sulla sicurezza urbana

Sant'Angelo in Vado, incontro sulla sicurezza urbana.

       Venerdì 16 febbraio si è tenuto nel teatro Zuccari di Sant'Angelo in Vado, in incontro sulla sicurezza urbana, promosso dall'Amministrazione Comunale, con relatori i carabinieri di Urbino, capitano Francesca Baldacci ed il maresciallo Alessandro Privitera comandante della locale stazione.
A suscitare questo intervento sono stati una serie di furti e tentativi di furti subiti dai vadesi, tra gennaio e febbraio. Tali malefatte hanno suscitato molta apprensione nei cittadini per i tempi in cui sono avvenuti, nel tardo pomeriggio e per il senso della violazione della propria intimità famigliare.
Impeccabile ed esauriente la relazione del capitano Baldacci che ha voluto presentare quanto avvenuto nella cittadina e non solo. Ha suddiviso questi delitti in 3 categorie: furti i abitazioni, furti con destrezza, frodi alle categorie deboli. Ha presentato strumenti, meccanismi, materiali usati dai malviventi dai classici piedi di porco, a trapani manuali autocostruiti. Ha riportato le modalità utilizzate, dall'arrampicata alla grondaia, ai salti da funamboli delle siepi. Ha dettagliato l'uso degli attuali strumenti informatici, quale sistema per arrivare a conoscere le abitazioni, valutare le auto presenti e studiarne le possibili vie di fuga; con google mapps e la relativa applicazione di street view è possibile arrivare a conoscere bene il luogo da colpire e le strade da utilizzare.
A tutto questo è possibile anteporre una difesa passiva effettuata con porte blindate, tamburi di sicurezza con chiavi non copiabili o addirittura munite di codice pin, applicare fermaporte e chiavistelli, grate adeguate alle finestre dei piani terra, nonché spioncino, che oggi posso essere anche elettronici e quindi muniti di apposito schermo interno accessibile a diverse stature. Ovviamente è necessario non lasciare chiavi in giro, né tanto meno sull'auto magari lasciata aperta.
Per la difesa attiva è possibile utilizzare sistemi di allarme antifurto direttamente collegati con il 112, numero al quale ci si deve riferire anche in caso di sospetti e di persone che vengono a qualificarsi a casa per qualsiasi motivo. Inoltre ha suggerito di fotografare i propri averi al fine di migliorare sia la ricerca per gli investigatori sia la possibile ricerca nelle banche dati disponibili presso il sito web dei carabinieri al fine del ritrovamento degli stessi, da parte dei proprietari.
Tra gli interventi in sala, si sono espressi i malumori di una situazione di quasi coprifuoco, insostenibile, c'è stato chi ha invocato la difesa personale diretta, chi ha chiesto la sicurezza della pena una volta catturati i responsabili. Una ulteriore proposta è venuta dal Coordinatore delle Guardie giurate del WWF Marche il quale ha presentato una recente legge sulla sicurezza delle città (n. 48 del 18 aprile 2017), la quale all'articolo 5 cita esattamente ai fini della sicurezza urbana, ai fini della "prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalita' diffusa e predatoria attraverso servizi e interventi di prossimita', in particolare a vantaggio delle zone maggiormente interessate a fenomeni di degrado, anche coinvolgendo, mediante appositi accordi, le reti territoriali di volontari per la tutela e la salvaguardia dell'arredo urbano, delle aree verdi, e dei parchi cittadini..."
Una proposta che prevede l'utilizzo delle guardie ecologiche, che attraverso il controllo ambientale, possono garantire anche una presenza sul territorio urbano, riferendosi direttamente ai corpi di polizia preposti.Il solo Raggruppamento GEV PU, associazione riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente, conta ben 63 soci che potrebbero essere eventualmente utilizzati e coadiuvati da altri volontari, ovviamente dopo aver effettuato l'opportuno corso di formazione.

venerdì 12 gennaio 2018

Ennesimo scarico nel fosso del cimitero

Ennesimo scarico nel fosso del cimitero!

Giovedi 4 gennaio 2018 0re 15,10 strada del cimitero.
Un piccolo assembramento di persone si è fermato ad osservare il fosso che scende dal cimitero. C'è chi è sportivo ed è in corsa, eppure si ferma e telefona, c'è chi viene dal camposanto, prende il telefono per filmare, c'è chi sostiene: “E' l'acqua fangosa del ruscello” (ma non ha piovuto), o anche chi esprime: “Così è un disastro” ma non si fa più vedere, c'è una vicina che si lamenta del cattivo odore, c'è anche chi decide di recarsi dai carabinieri.
Sì, siamo in presenza dell'ennesimo scarico che fluttua schiumeggiando e diffondendo olezzi, lungo il fossato verso il fiume. Dopo un paio d'ore intervengono i carabinieri forestali di Macerata Feltria, ma è il caso di dirlo, tutti i corpi di polizia possono intervenire in questi casi, compresa la polizia locale, seppure impegnata per la befana di Urbania.
L'indomani all'altezza della Bataina, dove arriva il fosso, il fondo è ancora marrone e lo scarico che va a finire all'altezza del Sassone nel fiume lascia il percettibile l'odore di urina.
Aprendo il pozzetto di cemento, è evidente la chiusura mediante un secchio della linea che scende ai pozzi del Bersaglio, cui fluiva nel passato il fosso del cimitero, poi deviato al Sassone. Un secchio che è stato messo da Marche Multiservizi tre o quattro mesi fa, mi dice un vicino.
Resta il fatto che comunque tali scarichi vanno al fiume prima, raggiungendo poi i pozzi di subalveo (è il dislivello del fiume che li alimenta) dei Bensi e del Bersaglio.
Mi chiedo è così che si tutela la salute dei cittadini, senza fare alcunché se non mettere un secchio come tappo? E così che chi si dovrebbe occupare di salute nel nostro territorio, tiene alla nostra? E gli altri amministratori che non facendo granché, non fanno che confermare comportamenti che mettono a repentaglio la nostra salute e offendono la nostra intelligenza.
C'è anche a chi non importa nulla tanto c'è l'acqua della casetta di MarcheMultiservizi, ma quella è la stessa dei nostri rubinetti. Buona bevuta!!!

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         
Video effettuati il 04.01.2018 0re15.15
Foto successive effettuate il 05.01.2018 ore 16,30
 Fosso del cimitero

Fosso del cimitero

Fosso presso la Bataina

 Pozzetto ripartitore; in alto lo scarico verso il Sassone 
a lato il secchio che chiude lo scarico del Bersaglio.

 Lo scarico del Sassone

Lo scarico sullo scoglio del Sassone


Verso il fiume




 

domenica 17 dicembre 2017

La Trasparenza in Provincia di Pesaro Urbino


La Trasparenza in Provincia di Pesaro Urbino
Il 14 dicembre , si è tenuto un interessante incontro in Provincia, dal tema “Accesso, trasparenza, tutela della privacy”. Relatrice l'avvocata Barbara Montini del comune di Ferrara, specializzata in diritto amministrativo. Moderatore il dott. Andrea Pacchiarotti dell'Ufficio affari legali della Provincia. 
Dopo la presentazione di alcune sezioni sui servizi web provinciali, attinenti la trasparenza, c'è stato l'intervento delle associazioni , fra cui l'Associazione Consumatori Utenti Marche e quello del coordinamento guardie WWF Marche. Notevole la presenza tra il pubblico di funzionari dei comuni, unioni, sportelli Suap.
Finalmente si parla di trasparenza in Provincia, in modo concreto e comunque allargato.
Penso al 2007, quando con l'avvento dei finanziamenti per le energie rinnovabili ci fu proprio una invasione dei nostri campi del fotovoltaico. Da gennaio 2009 a maggio 2011 furono approvati 289 impianti, di cui 69 progetti con la firma di uno stesso professionista. La bagarre fu così elevata che il dirigente venne rimosso dall'incarico come scritto ne Il Resto del Carlino del 23 settembre 2009. Come associazioni ambientaliste il WWF e Lupus in fabula, fecemmo formale richiesta di accesso agli atti per poter visionare 39 progetti. Non vi nascondo il fastidio provato dovendo aprire quelle carte, in un stanza dell'ufficio urbanistica, con alle spalle, per controllo, avevamo il committente o il progettista delegato; neanche fossimo dei prigionieri con la propria guardia.
Erano impianti realizzati per pubblica utilità e questo per il dirigente di allora era superiore a tutto il resto; al fatto che avrebbero dovuti essere realizzati nel rispetto dei vincoli ambientali paesaggistici, storico culturali (1) e con le modalità previste dalla L.241/90 (2) la quale chiede di avvisare gli espropriati e confinanti interessati al progetto nelle stesse modalità, aspetti non tenuti affatto in conto in tutte quelle autorizzazioni.
Penso ai progetti di interventi sui fiumi, come quello sul Biscuvio ad Apecchio; quando le associazioni ambientali chiesero di vedere i progetti, non furono concessi perché soggetti alla proprietà intellettuale , al diritto di autore. Eppure una sentenza del Tar della Puglia del 2004 metteva chiaramente in luce che per le concessioni edilizie (cui erano soggetti anche gli interventi fluviali); sosteneva: “Non può opporsi il diritto di riservatezza con riferimento alla concessione edilizia, in quanto essa non si attiene alla sfera privata del titolare, essendo prima ancora che atto ampliativo delle facoltà del privato, atto di gestione del territorio e quindi oggetto di pubblicità”. Gli elaborati progettuali fanno parte integrante della concessione edilizia, per cui sono soggetti allo stesso regime pubblicitario. (3)
Penso alle determine o determinazioni, atti prodotti dai singoli dirigenti, che vengono pubblicate nel spazio web della provincia come un mero elenco. Eppure la sentenza del Consiglio di Stato del 2006 (4) parifica tali atti dirigenziali alle delibere collegiali, chiarendone l'effettiva pubblicazione. La mia richiesta di modifica del regolamento di accesso della Provincia, alla luce di quanto espresso, fu ritenuta allora un “aggravio”, da parte della segretaria generale.
Oggi con le nuove normative, la trasparenza diventa totale, pur essendo attiva dall'aprile 2013. Eppure recentemente, in qualità di Pubblico Ufficiale, guardia ecologica, ho dovuto diffidare il dirigente dell'ufficio della Provincia, al fine di ottenere gli elenchi degli appostamenti fissi di caccia, fra l'altro dati accessibili anche ad un qualsiasi cittadino grazie alle nuove norme.
Ho richiesto qualche mese fa, i dati di una centrale idroelettrica sul Foglia; per potermi dare tali documenti, il titolare dell'accesso, ha contattato il committente quale controinteressato, essendo questi definiti come “coloro a cui vengono lesi dati sensibili”. A parte il fatto che chi chiede la realizzazione di un progetto, ha i suoi dati personali, non sensibili, trattati in commissione edilizia o in conferenza dei servizi, pubblicati in albo pretorio e infine nel cartello di cantiere dove saranno effettuati i lavori. Inoltre una sentenza del Tar Marche del 2014 (5) conferma ancora la massima pubblicità dei progetti edificatori, negando, in questo caso, proprio il ricorso ai controinteressati.
Recentemente, una associazione richiede, sempre alla Provincia, dei documenti “per la propria difesa giuridica”; anche in questo caso il dirigente scrive ai controinteressati, nonostante che l'articolo preveda addirittura, con tutte le limitazione della privacy, l'accesso perfino a i dati sensibili se servono per la difesa in giudizio. (6)
E' pur vero che ci sono delle incomprensioni nella stessa normativa sulla trasparenza, la quale lascia però ampio spazio all'amministrazione per la pubblicazione, anche di dati non contemplati , come per esempio i permessi di costruire, richiesti da una norma del 2012 e spariti nelle linee guida.
Eppure sono proprio questi procedimenti, permessi di costruire, ad essere uno dei primi veicoli per la corruzione. Un esempio nella nostra Regione Marche, è il caso biogas che ha fatto saltare tutta la dirigenza dell'ufficio energie rinnovabili. Una dimostrazione di poca sensibilità nei confronti dei cittadini, è anche l'attuale legge VIA regionale (7), che è stata dichiarata incostituzionale (8) in diversi punti come gli allegati, sistemati poi dalla giunta e negli articoli 8 e 13 che riguardano appunto la partecipazione e la trasparenza.
La paura della trasparenza è notevole e viene spesso mascherata con la tutela della privacy, questa è la mia sensazione, avuta anche dal seminario. Invece la trasparenza deve essere prioritaria lasciando però la dovuta applicazione del contenimento dei dati sensibili ed è il percorso sottolineato anche dalla maggioranza delle disposizioni legislative.
La trasparenza è il giusto avvio alla vita della comunità, al controllo dell'ente pubblico, alla repressione dei fenomeni di corruzione, anche da parte dei cittadini, ma per gli enti ancora è un atteggiamento difficile da applicare.

4) Sentenza Consiglio di Stato n. 1370 del15.03.2006 http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=871

martedì 28 novembre 2017

Zefiro spira sotto le raffiche di Tramontana.

 Quello che rimane dell'eolico di Cà Parlano Piobbico, visto dalla strada della foresta demaniale di Monte Vicino

Zefiro spira, sotto le raffiche di Tramontana
Ovvero là dove (non) soffia il vento.

E' una notizia fresca quella dell'abbattimento dell'aeromotore sito a Ca' Parlano in comune di Piobbico, ben visibile scendendo da Serravalle di Carda e dalla sp. Apecchiese che va a Sant'Angelo in Vado. Alcuni cacciatori si sono accorti della distruzione del generatore eolico sabato 25 novembre.
Vediamo la sua storia.  
Su richiesta della ditta Zefiro di Città di Castello, con la determinazione n. 2332 del 15/09/2010 la Provincia di Pesaro Urbino approva la realizzazione su quello stesso sito di un aeromotore di ben 999,80 Kw. Nelle prescrizioni chiede “dovranno essere sempre garantite condizioni di massima stabilità anche nelle condizioni di idrogeologiche più sfavorevoli in base a quanto stabilito dal DM 14.01.08”.
La determina riguarda però un impianto da circa un milione di watt, che successivamente a “seguito di considerazioni economiche e ambientali di costi e benefici, si è scelto di installare un aerogeneratore di dimensioni inferiori.” Si sostituisce quindi con un minieolico, di potenza nominale pari a 60 Kw, che avrà dimensioni più contenute, quali un’altezza del mozzo e il diametro del rotore inferiori.
Con una classe CEI atta a resistere a raffiche di vento pari a 140 km/h, una altezza di colonna di 50 m e pale da 14,5 m, garantiva una potenza di 60 kw ad una velocità del vento di 43 km/h, mentre a 90 km orari la potenza si riduceva a 38 kw, con la conseguente frenatura della pale e messa in sicurezza della macchina, frenatura di due tipi sia meccanica tramite freno a disco, che aerodinamica con le estremità delle pale mobili.
La produzione annua di progetto era di 217.000 Kwh, pari a circa 3600 ore equivalenti di funzionamento; dai dati avuti dal GSE, aveva prodotto nel 2016 solo 40235 Kwh, 670 ore eq.,e fino ad aprile 2017, 14681 Kwh, pari a 244 ore eq. Problemi all'elettronica di controllo delle pale e della produzione, avevano impedito il corretto funzionamento, ma c'era anche una sovravalutazione del regime ventoso.
Infatti l'impianto eolico lì vicino , sul monte dei sospiri di Apecchio con potenza installata ben più grande di 10 milioni di watt, dalla sua installazione ha lavorato per sole 1950 ore equivalenti all'anno, contro le 2200 ore eq. dichiarate.
Cosa fare dei rottami? Spetta alla ditta valutare un'altra eventuale installazione, diversamente
è tenuta a ripristinare lo stato dei luoghi alla dismissione dell'impianto previa comunicazione dell'avvenuta dismissione alla Provincia di PU ed al comune interessato”.
C'è da chiedersi se l'importo previsto per la polizza fideiussoria di 70 euro al Kwp per il Comune, sia sufficiente a garantire eventuali inerzie...

sabato 18 novembre 2017

Piccoli don Chisciotte

Piccoli don Chisciotte

Alcuni giorni fa un caro amico ambientalista, mi esprimeva la sua amarezza e il suo struggente avvilimento: “Tanto non riusciremo a far niente, loro son i poteri forti” Nel rispondergli in privato, mi sono permesso di citargli due casi che ora vi presenterò, due interventi riusciti perché mossi da alcune linee comuni: essere in rete, perché se da soli si fa prima, in tanti si fa meglio; non demordere, non avvilirsi alla prima risposta negativa; nessuno è profeta in patria e quindi occorre collaborare anche con altri anche di altre città e con chi condivide lo stesso tuo problema; battersi sin da subito, senza aspettare le approvazioni e l'inizio dei lavori, è la cosa che può facilitare il risultato.
Vediamo i fatti. A luglio 2016 veniamo a conoscenza dal BUR Regione Umbria della possibile realizzazione di un parco eolico sulle Fienaie direttamente a confine con Mercatello sul Metauro. Si tratta di 4 aeromotori di 3,3 megawatt MW ciascuno con una colonna di 84 metri e pale di 56 metri di lunghezza. Il crinale appenninico è una particolare biotopo, ricco di biodiversità specifiche, tale da richiedere la valutazione ambientale VIA, la quale a sua volta prevede che tutta la documentazione sia pubblicata nello spazio web della regione. Di questo però la regione Umbria non ha dato alcuna pubblicità. Ci siamo quindi appellati alla trasparenza, alla dovuta pubblicazione prevista dalla VIA e abbiamo incominciato a scrivere ai vari responsabili chiedendo risposte e diffidando. Il GRIG, Italia Nostra, gli ambientalisti di Apecchio, il M5S Umbro, Lupus in Fabula, WWF Marche, tutti uniti nel dimostrare le evidenti mancanze della regione Umbria, fino a scrivere all'autorità anticorruzione ANAC. Mancava perfino la comunicazione, dovuta per legge, agli espropriati dei terreni da questi impianti. “Quando siamo saliti abbiamo trovato sempre chiuso” i progettisti dichiaravano di un agriturismo funzionante ed efficiente, compromesso da una pala lì vicinissima.
Con una determina del 7 novembre 2017 pubblicata sul BUR Umbria si sostiene: “il progetto opera incidenze significative sul SIC IT 52173 “alto Bacino Torrente Lama”, “le procedure di valutazione devono essere effettuate d’intesa tra le Autorità competenti delle due Regioni”, col parere negativo del comune di Città di Castello, Provincia di Perugia, Regione Marche, Ministero dei beni culturali, il dirigente “pronuncia, ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., della L.R. n.12/2010 e della DGR n. 861/2011 e s.m.i., un giudizio NON favorevole in ordine alla compatibilità ambientale del Progetto: “IMPIANTO EOLICO CIMA LE FIENAIE" nei Comuni di Città di Castello (PG), San Giustino (PG) e Mercatello sul Metauro”.


 Foto di Federica Pierotti

Vediamo il secondo caso. Il Gruppo di acquisto solidale GAS di Arcevia AN, si interessa da diversi mesi dell'uso di fitofarmaci in agricoltura ed in particolare dei residui di questi negli alimenti e nell'acqua potabile. Si chiedono se esistono normative che possono bloccarli: le leggi regionali dell'1988 che li vieta nei centri abitati e aree pubbliche , del 2012 sulla tutela delle api che vieta l'irrorazione durante la fioritura. Nel frattempo lo IARC di Lione una agenzia internazionale di ricerca sul cancro, classifica il glyfosate un disseccante abbondantemente usato in agricoltura quale “probabilmente cancerogeno” e dopo una accesa diatriba con raccolta di firme, pressioni da altri, la UE pensa di vietarlo definitivamente nel 2022. Gli ambientalisti di Cagli riescono a far approvare alla Provincia una modifica al Regolamento Rurale che se approvato dai singoli comuni, riuscirà a bloccare l'uso di questi prodotti. Eppure l'Anas continua ad irrorare i lati delle carreggiate di altri prodotti simili che hanno lo stesso effetto disseccante e che sono estremamente pericolosi per l'ambiente acquatico. Ecco che il gruppo GAS di Arcevia chiede al sindaco, all'Asur, all'ARPAM, al gestore acque Multiservizi, di poter avere e di pubblicare le analisi delle acque potabili, visto che tali competenze sono distribuite fra loro. Tale pubblicazione era già prevista da una norma del 2005 sulle informazioni ambientali, ma pochi erano i comuni a farlo e non certamente gli altri enti preposti.
Dietro formale richiesta l'ASR Marche, che non brilla certamente di trasparenza, basta vedere i rispettivi spazi web utilizzati, scrive: “Per quanto riguarda invece la pubblicazione dei risultati delle analisi eseguite sulle acque potabili, si rappresenta che, a cura della P.F. Veterinaria e sicurezza alimentare dell'ASR Regione sono in corso avanzate fasi applicative, che troveranno attuazione in tempi brevi nella pubblicazione degli stessi nel portale internet “VeSA Marche”.
Un risultato importante che viene dopo 30 anni dalla mia prima richiesta in Regione.
Anche il sindaco di Arcevia sta pubblicando le analisi dell'acqua potabile e presto ci sarà un incontro allargato ai sindaci della zona per parlare delle problematiche qui accennate.
Risultati che vedono i cittadini, piccoli don Chisciotte, riunirsi e fare muro per difendere la salute e il bene comune.

lunedì 17 luglio 2017

CUI PRODEST? (A chi giova?)

Impianto eolico Monte dei Sospiri visto dalla sp. Apecchiese,  passo per Apecchio
 
CUI PRODEST? (A chi giova?)
Questi giorni il comune di Apecchio è attraversato da venti freddi che fanno rabbrividire gli amministratori. Marche Energie Rinnovabili non vuole più erogare i benefit previsti dal contratto iniziale del campo eolico dei Monti dei Sospiri: 20.000 € indennizzo ambientale, 10.000 € attività culturali, 120.000 € una tantum, una percentuale variabile fino al 2% quando ciascuna delle torri eoliche supererà i 4.800.000 kwh/anno. Ad un anno dall'inserimento in rete dell'energia prodotta sono state assegnate al Comune somme per soli 120.000 €, facendo così nascere un contenzioso tra l'amministrazione e la ditta. Il comune ha diffidato, ma in sostanza la risposta è stata: state attenti che se insistete vi chiediamo indietro quanto percepito finora, perché le cosidette compensazioni sono vietate. A vietarle però non sono state le sentenze della corte costituzionale (1) il parere del consiglio di Stato (2) , Tribunale Superiore acque pubbliche (3) , perché tutte queste non fanno che riferirsi allo stesso decreto sulle energie rinnovabili del 2003 (4) che stabilisce di fatto il divieto delle royalties a province e regioni. Divieto quindi già esistente in fase di autorizzazione dell'impianto, opportunisticamente trascurato da chi, interessato, sbandierava contributi per amministrazioni, evidentemente facilmente raggirabili.
Che la zona di Apecchio fosse appetitosa lo hanno dimostrato, i 4 progetti eolici allora presentati in regione, da Apecchio Eolico srl, BluEnergy entrambi sul monte delle Macinare, in prossimità di quello esistente, Gierreti sull'attuale sito e Ati Abaco Energie Rinnovabili, che ha lasciato il progetto a Marche Energie Rinnovabili entrambe facenti riferimento al gruppo Fortore di Lucera Foggia.
Poco servì la richiesta da parte di alcuni ambientalisti di effettuare l'incontro pubblico previsto dalla legge regionale sulla VIA: la regione ben poco trasparente e partecipativa, non lo fece.
E' il caso di domandarsi “cui prodest”, a chi giova tutto questo? Il Gestore dei servizi elettrici puntualmente pubblica il bilancio nazionale delle energie rinnovabili, nell'ultimo, quello del 2015 (5), riporta una produzione annuale di 1395 ore equivalenti (h/eq), per solo il 50% del parco eolico italiano, con un leggero calo rispetto all'anno precedente, pur coprendo l'eolico il 18% della produzione di energie rinnovabili totali, anche se la maggior fornitura proviene dal sud Italia e isole. Puglia, Sicilia e Campania coprono in 60% della potenza eolica italiana, che tutta insieme, rappresenta solo il 3,3 % di tutta quella consumata.
Più efficace è stata la produzione del Monte dei Sospiri, verificata incrociando i dati richiesti al GSE con l'accesso civico e con quelli ricevuti dal comune, si sono ricavati per l'eolico di Apecchio 1957 h/eq. di funzionamento, al di sotto della soglia di convenienza economica delle 2000 h/eq, (se fossero stati in Germania non avrebbero preso alcun contributo), ma ben al di sotto delle 2200 h/eq. dichiarate in fase di progettazione.
5 torri alte 85 metri con pale da 42 metri, che hanno richiesto fondamenta da 16 metri di diametro per 7 di profondità con enormi quantità di calcestruzzo armato, per una potenza installata di 10.000 kw, del costo attendibile di circa 2 milioni di euro ciascuna, innescano la domanda: cui prodest?
Per ora non conviene certo alla comunità locale che non solo ci ha rimesso la faccia, ma soprattutto l'ambiente interessato, le strade di campagna trasformate in autostrade con alberature tagliate . La comunità più ampia, con il paesaggio alterato; le pale sono ben visibili da Urbino, Carpegna e anche da Sant'Angelo in Vado, strada Pianmeletese. Non conviene alla comunità per il costo eccessivo e la produttività al di sotto della convenienza economica.

(1) http://www.giurcost.org/decisioni/2005/0383s-05.html Corte costituzionale Sentenza 383/2003
(5) http://www.gse.it/it/Statistiche/RapportiStatistici/Pagine/default.aspx GSE Bilancio Energie Rinnovabili 2015 Eolico pag 62

Impianto eolico Monte dei Sospiri visto dalla sp. Apecchiese per Sant'Angelo in Vado

sabato 15 luglio 2017

Un caro saluto a tutti i miei allievi

Non c'è immagine più bella di due ragazze premiate con la lode e del loro professore altrettanto felice.
Si è vero ero contento di rappresentare la scuola , la scuola a cui credo di aver dato molto in questi 43 anni di attività e 28 anni nello stesso istituto.
Sono cresciuto molto con e nella mia disciplina, che mi ha permesso non solo di approfondire numerosi settori che la coinvolgono, ma mi ha fatto molto sperimentare soprattutto in quell'aspetto pedagogico dell'impareare facendo (learn by doing).
Ecco che da lavoro, la mia professione di insegnante, è diventata anche una attività godibile, interessante e perchè no, divertente!
Sono così cresciuto in quell'immobilismo che la scuola offre ai sui docenti, (non sarà certo il bonus premiale che darà una spinta in tal senso), diventado esperto ambientalista, esperto in protezione e prevenzione (sono stato RSPP), esperto in accesso agli atti e trasparenza, nonchè giornalista pubblicista.
Grazie quindi anche ai miei ragazzi seppure, a volte, qualcuno mi ha boicottatto, osteggiato, trascurato, mi hanno permesso tutto questo.
Dedicherò questo blog alle discussioni in materia di energie rinnovabili, cui tutti potranno dare i propri contributi, mentre ai miei ex allievi dedico questo post.
Buon proseguio negli studi, buona vita e soprattutto siate padroni di questo vostro percorso.